Corriere della Sera, L'annunzio di sgombro alle monache della Sapienza


L'annunzio di sgombro alle monache della Sapienza Leggiamo nel Roma di Napoli: «Ieri, 20, come annunziammo, il ricevitore del Demanio signor De Luca si recò nel monastero della Sapienza per annunziare a quelle suore la disposizione del prefetto che lo sgombro doveva avvenire nel termine di giorni quattro. «La badessa a quell'annunzio ruppe in pianto, ma poi mostrandosi alquanto rassegnata, pregò il ricevitore d'intercedere presso il prefetto, affinché il termine di quattro giorni fosse protratto ad otto. «Il ricevitore si recò poi nel monastero di Santa Chiara e rilevò che vi erano 35 celle disponibili; ma molte di esse hanno bisogno di riparazioni. «Intanto il prefetto d'accordo col sindaco e col procuratore generale, non ha incontrato difficoltà nel concedere il termine di otto giorni richiesto dalle suore. «Ieri stesso fu inviato al procuratore del re copia del decreto, che è notificato legalmente alle suore. «Il termine degli otto giorni decorre dal giorno della notificazione del decreto. «Le suore che saranno ricoverate nel monastero di Santa Chiara, e non colpite dalla legge di soppressione sono 50; le rimanenti poi che andranno a casa, non superano la ventina. Alcune delle monache entrate nel monastero dopo la legge di soppressione, cominciarono ieri stesso ad uscirne.» Nel Piccolo troviamo questi altri particolari: «Le suore che hanno presi i voti dopo la legge di soppressione e che non hanno per ciò diritto di passare nel monastero di Santo Chiara, sono già cominciate ad uscire per ritornare alle rispettive famiglie. «Le celle finora occupate dalle suore della Sapienza sono 71, quelle che da esse saranno occupate in Santa Chiara saranno 35; e le 50 suore della Sapienza che dovranno traslocare saranno quindi costrette ad occupare una stanza in due o in tre. «Porteranno con esse, per quanto si dice, 7 inservienti. «Si sa che nel momento di dover abbandonare il monastero, le suore faranno tenere all'autorità prefettizia una protesta in iscritto, con la quale diranno di cedere e di sottomettersi alla forza della legge. «Il monastero della Sapienza essendo di clausura papale, il trasporto delle monache sarà fatto con carrozze chiuse e tendine abbassate, per modo che esse non abbiano a veder nessuno. Anche per la stessa ragione è stata indirizzata al Prefetto la preghiera di non fare entrare nel monastero alcun uomo per le ultime modalità dello sgombero».