Giacomo Puccini
Epistolario
Volume I
3
ALBINA MAGI – LUCCA
Milano, 28-30 novembre 1880
Carissima Mamma
Per ora non ho ancora saputo niente della mia ammissione al Conservatorio
perché sabato si adunò il consiglio per deliberare circa agli esaminati,
cioè per vedere quali possono ammettere perché i posti son molto pochi. Io
ho moltissime speranze di essere ammesso perché ho riportato più punti e
spero che sull'età ci passeranno sopra. Dica al Carignani che l'esame mio
fu una sciocchezza perché mi fecero accompagnare un basso scritto di una
riga, senza numeri e facilissimo, e poi mi fecero svolgere una melodia in re
maggiore che quella mi riuscì poco felice; basta è andato anche troppo bene
la melodia era questa
Partitura
Mi ero dimenticato di dirle che le scuole che si dovevano aprire il 16, si
aprono invece più qua perché il consiglio non ha ancora prese determinazioni
intorno alla ammissione degli alunni.
Vado spesso da Catalani che è gentilissimo. La sera quando ho quattrini vado
al caffè ma passano moltissime sere che non ci vado perché un ponce costa
40 centesimi che è il minimo prezzo che si faccia! Però vado a letto sempre
presto perché mi secco sempre a girare su e giù per la galleria. Adelchi lo
vedo tutti i giorni all'ufficio. Ma la sera non so dove vada perché quando lo
trovo, lo vedo al Caffè Biffi verso le undici ed io non ho quasi mai voglia di
aspettare e me ne vado a letto. Ho una camerina bellina, tutta ripulita. Mi
ci hanno messo un bel banco di noce a lustro che è una magnificenza insomma
ci sto volentieri bene inteso rinchiuso in camera perché se esco vedo
delle grigne molto antipatiche.
Dica a Michele che la fame non la pato no, mangio maletto, ma mi empio
di minestroni, brodo lungo e seguitate ma la pancia è soddisfatta assai speriamo
che mi cambierò per il mangiare beneinteso!
Roba per Michele non ne ho e spero poco d'averne perché Adelchi mi pare
che sia molto in tralice. Porta sempre quel tait di quando venne a Lucca. Il
vestiario me lo ha fatto il sarto ma nel tait vi sono dei difetti cheppero mi ce
li leverà perché glie lo già rimandato. Domenica avrò il Paltò.
Domenica ritornai a pranzo da Teresina anzi avanti si andò a fare una bella
passeggiata io e Teresina si partì alle 12 e ritornammo alle 5 per la pappatoria.
Saluti Testicchiaro buo bute e da parte mia gli dica:
Morte ai Poeti!
Sentisse che baccalà sono a Milano ci è la mamma di Teresina che è Garibaldina
spaccata e ridono quando è nato un bimbo e lo portano a battezzare!
Si sta bene... assieme Saluti Ramelde Otilia Carola Massimo
MENNO Cerù Tomina Michele Nitteti: dica al Carignani che mi scriva subito
se no lo tronco. Anche a Pieri che mi scriva, aspetto notizie a sensation
da quei carissimi capi ameni. Oggi è una giornata pessima tempo nojosissimo.
Freddo per ora non se ne sente quasi nulla. Sono stato a sentire la Stella del
Nord colla Donadio ed il Fradiavolo di Auber col celebre tenore Naudin
Però ho speso poco: alla Stella ho speso un franco in galleria ed al Fradiavolo
niente perché mi ha dato un biglietto il Francesconi quello che era impresario
a Lucca
Saluti tutti un bacio a Carlino Del Carlo addio mamma
Giacomo suo
4
ALBINA MAGI – LUCCA
Milano, 1-4 dicembre 1880
Avrei bisogno d'una cosa, ma ho paura a dirgliela, perché capisco anch'io Lei
non può spendere. Ma stia a sentire, è roba da poco. Siccome ho una gran
voglia di fagioli (anzi, un giorno me li fecero ma non li potei mangiare a cagione
dell'olio che qui è di sezamo o di lino!), dunque, dicevo... avrei bisogno
di un po' d'olio, ma di quello nuovo. La pregherei di mandarmene un
popoino. Basta poco, l'ho promesso di farlo assaggiare anche a quelli di casa.
Dunque se le mie geremiadi frutteranno, mi farà la gentilezza (come l'ungo,
già si parla d'olio!) di mandarmene una cassettina, che costa quattro lire da
Eugenio Ottolini, il quale l'ha mandata anche al tenore Papeschi. Qui fanno
opere a tutto andare, ma io nulla... Mi mangio le mani dalla bile!...
5
RAMELDE PUCCINI – LUCCA
Milano, 8 dicembre 1880
Alla Gentilissima Signorina
Ramelde Puccini
Piazza S. Lorenzo in poggio (numero 690 2° piano)
Lucca (Toscana)
Caro S. Tomaso —
Ho ricevuto la tua lettera che ne ho fatto caso tanto giacché (toni) era già
un pezzetto che non sapevo nuove di voialtri. Carlo è direttore della compagnia
di assicurazioni contro l'incendio L'aquila, e se la passa molto bene.
Per me fa anche troppo, mi dà 50 o 60 cen:[tesimi] il giorno di suo e mi ha
detto che se gli vanno bene gli affari farà di più. L'abbuono alla scala è 130
lire per il carnevale e quaresima, che roba!! l'altra volta sbagliai a scrivervi
160 per 9 mesi: per volere una sedia chiusa ci vuole 200 lire oltre l'ingresso
che fanno: 330 che razza di roba!! maladetta la miseria. Anche voialtri non
canzonate poveracci. Dalla Lucca non ci è da sperare nulla in quanto al teatro
perché ci ha le grinfie Ricordi e Lei è in tizza con lui. Che freddo cane.
Quassù per donna usano certe cappe lunghe attillate alla vita, scure color
avana col cappuccio foderato di raso più chiaro. Bocconi ce le ha e le vende
35. 40. e 50 Lire. Cappelli di pelo con grandi granfie di bestia colle unghie
dorate che stanno benissimo.
Poi vestiti semplici di lana a Rigoni sottana a pieghe e per guarnizione vendono
certi fazzoletti grandi col bordo rigato di raso di lana che si mettono
sotto i fianchi a capriccio, e costano 3 o 4 lire l'uno. Carlo ha ricevuto i denari
e mi ha detto che risponderà. Jeri sono stato a sentire la Carmen bellissima
opera. Che piena!! - Stasera vado a mangiare i fagiuoli dal Marchi insieme
col Santori che è qua soldato. Ho cambiato il vitto e sto molto meglio,
per esempio stasera che sono invitato a pranzo risparmio 1,50. Quest'è una
bella cosa che dove ero prima non c'era. Ha detto Carlo che forse per l'esposizione
farà venire Nitteti, ma non vi ci raffidate, perché è molto spaccone.
Che bombe mi racconta tu sentissi. Vi raccomando le spiegazioni di
Tomina. L'olio l'ho regalato un po' a Carlo che ne ha fatto caso anzi uno di
questi giorni si mangeranno i fagiuoli a casa sua. Mi raccomando le scarpe.
Domani andrò di nuovo dalla Sig Lucca perché è giovedì e riceve. Saluta Carignani
e lui mi saluti Pieri Giusti ecc e tutti gli amici addio dai un bacio
alla mamma e Tomina Merolle Michele Otilia Iginia Assunta Carola. Saluta
il sor [*] Addio addio [**]
Ho scritto una cartolina perché costa meno, rispondimi presto e fammi ridere
perché mi secco. Addio addio G.P.
7
DOMENICO AGOSTNO CERÙ — LUCCA
Milano, 27 dicembre 1880
Carissimo Sig Domenico
da circa due mesi che sono quà a Milano più volte aveva proposto di scriverle
ma ora per lo studio che mi tiene assai occupato ora per le continue distrazioni
nelle ore di libertà prodotte dal trovarmi in una grande città come
questa ove con tante cose belle che tutte in una volta si vorrebbero vedere, il
tempo vola e pare di averne mai assai, mi sono ridotto sin oggi -
Ma ora avvicinandosi la fine dell'anno non posso più oltre ritardare spronato
ancora dal desiderio vivissimo di farle i miei più sinceri e più affettuosi auguri
di buona fine e buon principio d'anno accompagnati dai più fervidi voti
affinché ella possa guarire al più presto e perfettamente che ne sarebbe ora,
essendo già lungo tempo che è tormentato dal male.
Dalle mie sorelle ho sempre avuto sue nuove che le assicuro m'interessano
moltissimo, e se i miei più fervidi voti saranno ascoltati, come lo spero, ne riceverò
presto di consolanti.
Si faccia adunque coraggio, e si armi di pazienza si ricordi qualche volta di
me, e faccia di guarire presto. La prego partecipare al Dottore tanti e tanti
auguri e i sentimenti della mia gratitudine la più sincera per quello che ha
fatto per me dicendole che quanto prima scriverò anche a Lui.
Salute, felicità, e auguri pel nuovo anno ed una stretta di mano del suo affmo
Giacomo Puccini
9
RAMELDE PUCCINI — LUCCA
Milano, 3 febbraio 1881
Cara Ramelde
Son qui nello studio di Carlo per aspettare che venga perché stamattina
sono in gravi faccende Figurati che sgombero se vado a stare in Via Zecca
Vecchia n. 10. La dove sono stato fino ad ora non faceva al caso mio perché
ci stavo male: stanza fredda e pagavo 25 lire che erano troppo per quella camera
che era: non mi facevano nulla non mi pulivano ne gli abiti ne le scarpe
figurati per me sono tanto sciattone. Volevo sapere se la a casa ci ho il Gilè
del Frak se c'è mandatemelo. Prendo anche lezione d'organo.
Qui grandi preparativi per l'esposizione tornei passeggiate storiche corse
grandi spettacoli teatrali. Ora alla Scala abbiamo l'Ernani con il grandiosissimo
ballo Excelsior. Fra poco va in scena la Mignon al Manzoni e il Der
Freisciuz di Veber alla Scala poi il Simon Boccanegra di Verdi rifatto.
Addio sorellaccia mia saluta tutti e scrivi presto e a lungo. Da un bacione alla
mamma e a tutti di casa
Addio credimi tuo affemo fratello
Giacomo Puccini
siamo al tocco di oggi e non si sono ancora veduti quei denari: fate presto
perché con questo trasloco ne ho urgentissimo bisogno.
Addio scrivimi presto assai
10
ALBINA MAGI — LUCCA
Milano, 9-11 marzo 1881
Cara Mamma
ho ricevuto gli sghei le brae e le ciocie. Le ciocie mi stanno bene, così le
brae. Oggi fa un caldo da cani ed io mi sono alleggerito. Presto mi levo anche
il paltò ed è quando avrò una catana possibile. Venerdì 11 marzo, ore
2 e un quarto. Son qui a lezione di drammatica che mi secco di molto...
Oggi fa caldo. Stasera ci ho da studiare per domani che ho la lezione di
Bazzini e devo fare un quartetto a archi. Presto manderò i camicini per allargarli.
Saluti tutti specialmente Carignani. Mi farà il piacere di far sapere
al Giusti che io ho pensato a quell'affare e la roba è consegnata. Stasera
va in scena la Mignon e domani andrà il Simon Boccanegra di Verdi
(rifatto). Le sedie chiuse costan 50 lire e son date via tutte!.. Ho penuria
di bigei (pensate a me se potete). Addio, un bacio a tutti. Quando potrò
manderò quelle poesie per Borrini. Potessi venir per Pasqua. Guardate se
si può rimediare! Addio, cara Mamma, saluti Assunta, Michele, Dide, Merolle,
Ramelde, Massimo, Carlino, la signora Linda, Marianna, Franceschini
ecc. ecc.
11
RAMELDE PUCCINI – LUCCA
Milano, 24 marzo 1881
Carissima Ramelde
Ho ricevuto la tua cara letterina ieri poco dopo che avevo spedito la cassetta.
Premurosamente ti rispondo perché mi fa moltissimo piacere intrattenermi
teco, carissima sorellina colla tigna; Ieri ho veduto Fabio Sinibaldi che era
qua di passaggio col Barone Ruggero – In quanto al cappello se potrò te lo
manderò, ho tirato la botta anche a Carlo e ha detto che ci penserà, ma ci
credo poco perché è troppo indafarito e se lo dimentica certamente. Ho veduto
dei fondini in qualche vetrina, che sono magnifici, tutti di paglia Gialla
e Rossa, ma costano £ 10 e 20 [******]
Appena son fatti i Ii camicini vi prego a inviarmeli subito perché
ne ho bisogno. Bisogna far allargare il collo della camicia
e rifare i polzini perché sono stretti molto. I polzini li vorrei
molto bassi e pari senza tondo e larghi. Non so di che ritratto tu
parli forse sarà stato qualche scarabocchio che avrò fatto mentre
pensavo che cosa scrivere. Non mi sono mai sognato di portare
la barba, dove vuoi che l'abbia trovata che se ti ricordi, a Lucca non ne
avevo nulla? – e la chioma è sempre la solita insomma sono il solito viso di
cane -----
Avevo già fatto la Bocca di venire a Pasqua ma.... Basta ci vuol pazienza.
Aspetterò. Mi dici che discorso è quello di Piritino[,] stupida
Non so chi sia Gian Domenico di Betta del Quilici e anche che lo sapessi è
proprio una notizia che mi commuove! Proprio! Non ti dimenticare le notizie
del Povero Ghigo tu sapessi quanto mi dispiace! povero ragazzo! Mi
Rallegro con la siga Jole che [ha] avuto un gran bel Gusto. Bellino Gesù
Cristo!!! Io ti vedrei volentieri, trojona, ma c'è sempre tempo a agosto. Per
ora non ti posso dire come si usano i cappelli di paglia, perché non se ne
vede essendo [che] è ritornato freddo. Restituisci i miei saluti a Giustina.
SalutaBettorre. Quanto prima manderò le poesie per il Borrini per ora non
[****] Allo sfacciato di Belatti che non si scordi che è poco che ha smesso
di puppare, anche alle pulci gli vien la tosse!
La gran novità della settimana è il Simon Boccanegra di Verdi e la Mignon
e Le nozze in prigione di Usiglio (nuova). Per l'esposizione avremo un
gran circo equestre tedesco con 300 cavalli! e poi il pallone frenato, (Ballon
Captif) come all'esposizione di Parigi. Ecco gli spettacoli di queste sere:
Scala. Simon Boccanegra e (Sieba) Ballo. Manzoni. Nozze in prigione -
Dal Verme. Compagnia equestre di Giullaime. Fossati. Operette Scalvini.
Carlo Porta. Anna Pedretti prosa) S. Radegonda Spiritisti e poi altri piccoli
spettacoli. Non c'è male veh! addio scrivimi presto saluta tutti di casa e ringrazia
Merolle della letterina. Un bacio a tutti specialmente alla Mamma addio
addio
Giacomo
21
ALBINA MAGI — LUCCA
Milano, 2 luglio 1883
Alla Siga Albina Puccini
Via di Poggio
Lucca
ore 8 anti: [meridiane]
C.[ara] Mamma, Lunedì
Quando ieri ho ricevuto la sua cartolina ne avevo già impostata una dove
davo l'esito del mio esame. Ora rispondo subito alla sua. L'esito degli esami
l'ho, saputo giovedì e non ho scritto per mancanza di fondi. Mi pare di
averle scritto che in quanto a Ricordi avrò un suo amico influente in Musica
che mi presenterà
Ora è in campagna sui laghi bisognerà che aspetti e dovrò trattenermi almeno
tutto il mese a Milano. Bisogna che per le buone o per le cattive salti
fuori qualcosa. In quanto a scrivere ai miei professori è inutile perché hanno
altro per la testa e mi dispiacerebbe a me perché conosco gl'individui specie
Bazzini. A Ponchielli sarebbe uomo cortesissimo [?] ma ha altro per il capo
ora Lui e poi va via da Milano.
Tanti saluti al dottore
scriverò poi anche a lui quando avrò qualche speranza
34
PIETRO MASCAGNI — MILANO
Lucca, 23 novembre 1883
Al Sig: Mascagni Pietro mio amico
R°: Conservatorio di Musica
Milano
23 b. di C.lo 16 a Milano
9bre 1883
Caro Mascagni -
Ti prego di rispondermi subbito subbito. Dimmi se il M° Ponchielli è a Milano
e domandagli (se c'è) se mi ci ha pensato a dire al Sig. Direttore Bazzini ciò che
gli scrissi circa il ritiro temporaneo della partitura del mio Capriccio sinfonico.
— Addio saluta gli amici — Sappimi dire se il 31 dicembre è l'ultimo termine del
concorso, o se è stato prorogato. Addio — Saluta Pozza e Ezio se li vedi
Tuo Poncino
47
MICHELE PUCCINI – LUCCA
Milano, 19 aprile 1884
Mi'ele!
Perché non rispondi? Pigna domanda perché non rispondi. Se tu sei contento,
scrivi subito perché è affare da decidersi al momento. Io sarei del parere
che tu accettassi. Le parti spero che arriveranno in tempo, se no son bell'e rovinato.
Io sono al verde in un modo strano. Bisogna provvedere in qualche maniera
perché è un affare serio. Saluta tutti e specialmente la Mamma.
48
OTILIA PUCCINI — LUCCA
Milano, 7 maggio 1884
Cara Otilia,
ho ricevuto la roba. Non capisco di Agnese. Saluta tutti di casa nostra e tua.
La mamma spero che si rimetterà: dàlle nostre notizie che sono buone. Michele
scriverà da sé, intanto ti saluta. Quando mandate il pacco per Michele,
mettici dentro anche le lenti da teatro mie e il ritratto di Ramelde e
della Mamma, miei. Addio, ti saluta il tuo aff.mo fratello Giacomo.
64
ALBINA MAGI — LUCCA
Milano, 8 luglio 1884
Carissima Mamma
Ha ricevuto i giornali? e il programma? Lei come starà? Spero che stia meglio
e una speranza che desidero continuamente.
Si faccia animo e coraggio, perché sono malattie lunghe, mi ha detto anche il
sig Giulio Ricordi che aveva lui una zia la quale aveva gli stessi suoi sintomi
e ora è guarita perfettamente, e quella signora lì era un ciottoro, si figuri lei
che è stata sempre bene e sempre Robusta!
Ricordi l'ho trovato gentilissimo con me, mi ha portato a far colazione insieme
al Caffè Cova. Domani ci ritorno.
Faccio ha telegrafato a Ricordi il mio successo e il Sig Giulio è molto rimasto
contento. Ho veduto figurini delle Willis e son molto Eleganti son fatti
da Edel. Domani l'altro andrò a Caprino da Fontana e mi ci tratterrò qualche
giorno almeno che dio faccia che lei si senta un po' meglio, così, creda
sarei più in quiete e potrei far questa gita con animo migliore.
Ramelde come sta? le raccomandi che si curi. Saluti il Cerò.
Quei danari poi gliel'ha dati? mi faccia rispondere in proposito se ha bisogno
di sgheroi me lo faccia sapere. Carlo è in miseria estrema. Michele sta
bene e la saluta. Dal Pigna ce lo lever[e]i perché è diventato insopportabile,
causa il mio contratto con Ricordi e Michele si trova poco bene.
Qui fa un caldo soffocante
La Lucca è in Svizzera.
Ho cominciato a scrivere per la romanza della donna.
Milano è deserta assolutamente, ma la salute è buonissima. Dappertutto gran
puzzo di acido fenico e cloruro.
Eugenio Vellutini fece un telegramma dopo la esecuzione e lo fece anche a
Juon. La Regina è venuta a tutti i concerti ma al mio non v'era causa il cattivo
tempo. Mi è dispiaciuto moltissimo e anche Ricordi avrebbe avuto piacere
che ci fosse.
100000 baci per lei e saluti a tutti di casa e fuori.
Spero di poter venire presto a Lucca mi pare un'anno che non la vedo cara
mamma. Coraggio e vedrà che si sormonterà tutto –
Ha ricevuto l'immagine di Don Bosco?!
Saluti e si prenda tanti baci dal suo aff
Giacomo
105
RAFFAELLO FRANCESCHINI – LUCCA
Milano, 9 marzo 1887
Caro Raffaello,
in fretta due righe. Vani timori i tuoi. Cosa devo farci? Io verrò a Pisa e se
le cose non andranno come si deve, facendo sempre astrazione che siamo
in provincia, protesterò come di dovere e mi farò sentire, poiché ho carta
bianca dall'Editore. Ricevuta anche tua lettera prima dell'ultima. Per ora assolutamente
non posso e credo ci vorrà poco a capirmi. Posso rubare e allora
troverei i soldi. Dì a Ramelde che non mi sono dimenticato di lei, tutt'altro.
Saluta tutti e tutte le sorelle e Cerù a cui scusami se non ho più scritto. Lavoro
come un cane dieci ore tra giorno e notte in parola d'onore. Son dietro
a ultimare il quart'atto e sistemare il resto. Saluta Bizet. Saluta i tuoi,
mille baci per me a Ramelde anche da parte di Mi'ele che sta bene. Saluti a
Tomina, Otilia, Nitteti e rispettivi cognati, compreso quello della mea che
sei tu! Addio, Chianti mio. Ricordatevi di me e scusa se non ho sghei ma li
avrò perdio e spero presto. Ciao, tutto tuo G. Puccini
Ti accludo la polizza del fucile di Giuliano. Io me la potrei dimenticare alla
scadenza. Tienla tu e spero presto poterla riscuotere. Anche questa ci voleva
Coraggio e avanti. Ciao e a presto.
160
TOMAIDE PUCCINI – LUCCA
Vacallo, 12 ottobre 1890
Sig Tomaide Gherardi
Via Guinigi
Casa Trebiliani
Lucca
Cara Dide
Ricevuta lettera = grazie Monte = darò Gigi – Appena vedo Ricordi occuperommi
di tutto – Porci Lucchesi! con Ricordi per tua regola son meglio
di prima!! -
Lavoro molto = sto bene: starò ancora molto in campagna perché ci lavoro
meglio = È qui con me oggi Napoleone Pieri di Lucca e si scuccumeggia un
po'– Verrò a Lucca al ritorno di Madrid = Saluta Enrico e digli che [*] per
rappresentanza addio tuo GPuccini
161
MICHELE PUCCINI – JUJUY
Vacallo, 8 novembre 1890
Caro Miele
>Stamattina alle 8 ho ricevuto la tua lettera con fotografie tue, con quella della
donna di costì come mi dici = rispondo subito = come vedi sono sempre in
campagna, andrò a Milano verso il 20 cor
Sono sempre in via Solferino 27 volevo cambiare ma ho cambiato idea =
verso la ½ di dicembre andrò a Madrid per mare toccando Barcellona per
mettere in scena l'Edgar al Reale — lavoro sempre intorno a Manon = che
devo finire per l'anno venturo — Carignani è a Genova a dirigere al Paganini
— Mascagni è salito alla gloria la più sgonfiata si è fatta la Cavalleria Rusticana
prima a Roma poi Livorno Firenze Bologna Torino adesso si farà alla
Scala dove quest'anno impera Sonzogno si darà il Cid la Cavalleria, la Lionella
di Samara e un'opera nuova di Gomes = del quale l'altro giorno al
Dal Verme sentii la Fosca orribile opera senza l'ombra di modernità e senza
quella vena melodica italiana all'antica, niente — — preferisco la Jone figurati!
almeno nel suo trivialismo è più sincera.
Ritornando a Mascagni, il Corriere e la Lombardia che sentirono l'opera a
Bologna e a Torino ne dissero ira di dio = il Corriere dice che è una fila di
canzonette alla Tosti etc e la Lombardia l'analizza nota per nota distruggendo
tutto = Intanto il Secolo strombazza ai 4 Venti il nuovo Genio etc la
Musica Italiana risorta lo chiama il Bizet d'Italia = Ame piace poco la musica
niente originalità e ha rubato tutto, effetti vecchi — l'unico pregio è il dramma
bellissimo di Verga ridotto a melodramma benissimo e la gran rapidità e facilità
di melodie — scorrevoli orecchiabili, con violinate, insomma tutti i pistolotti
finora in uso — Ramelde si lamenta che non hai più scritto. Scrivigli.
Così io pensavo già male di te credevo che tu avessi messo in opera il vecchio
proverbio «lontano dagli occhi etc» = Appena andrò definitivamente a
Milano farò spedizione di Edgar e Villi = In quanto alla Gazzetta Musicale
scrissi due mesi fa a Tomina incaricandola di spedirti, dopo averla letta, la
Gazzetta = si vede che non l'ha fatto = ti abbonerò allora ma i premi? farò
in modo di abbuonarti senza premi = e tidirò l'importo che tu spedirai alla
casa direttamente — Va bene?
Dei Fontana non so più nulla -
Vivo alla selvaggia affatto non ho giornali, anzi non ne voglio, per star tranquillo
e lavorare = Vado a Caccia
ho ammazzato la beccaccia jeri l'altro -
Ieri andai a Caslino (vicino a Saronno) con Davidino fratello di Stefanino
Ferrario con Giovannella quello monco, e il Roberto, lì trovammo altri cacciatori
— e 18 battini (Uomini) contadini incaricati di scacciare e battere i
bosci per far fuggire la selvaggina
i cacciatori si mettono agli sbocchi e all'estremità dei boschi aspettando... il
più delle volte niente si ammazzò pero 3 lepri una volpe una pernice. Io tirai
e ferii la volpe e ammazzai 4 merli — arrivai jeri sera morto stracco — avevo
fatto circa 60 chilometri! — Il Tonio non vuol più la cioccolata vuole un cavallo!
- è qui presente rosso nel canto del fuoco che incomincia a chiudere
gl'occhi dal sonno — Beo dorme — Elvira fa la calza — ho il piano in cucina
perché in camera fa freddo — Il ciocco brucia nel camino patriarcale — però
È bel tempo -
Ramelde ha partorito un'altra pisciona
Andrò a Lucca al Ritorno dalla Spagna. Quando sarò a Milano farò il ritratto
al Tonio e te lo manderò — Del Tabarracci hai notizie? morì Zizzania = in settembre
andai a Quinto a Mare (Genova) — a trovare Mancinelli per combinare
per Madrid
a Genova trovai Carlo il solito tipo, arrabbiato con te perché eri partito
senza avvisarlo! = dice che gli avevi detto che saresti partito con lui e invece
non gli dicesti nulla: aveva fatto tutti i preparativi — dice lui = -
Mi dici baroccio come ne sorti, o professore del cazzo, a produrti come
pianista? si vede che sei fra i selvaggi ai quali una scureggia pare una sinfonia
di Beethoven!! —
Dice Elvira che i francobolli li hai fatti attaccare perché la carta non era bruciata
— (vedi scorbuto
O la rivoluzione!? non mi dici nulla? anche qui nel canton Ticino c'è
stato presso a poco come a Buenos Ayres — hanno rovesciato il governo — ma
senza colpo ferire -
Metti da parte pensa alla nostra casa di Lucca: io smiserio alla solita =
languo — Speriamo in Manon!! — Ti accludo una penna di beccaccia = ah!
potessi esser io, colei, e passare il bozzo! — Scappare da questo paese di
miseria!! — Ho qui due copie del Sigfrid di Wagner = se mi conviene lo spedisco
(domanderò alla posta il prezzo) se no lo spedirò da Milano insieme
al resto — Maria Domenica di Assunta cascò dal famoso ceragio e si
troncò il collo —
Buzzi Peccia ha preso moglie = Bermani lo stesso =
Ci stai volentieri dove sei? cerca di restar libero non pigliar moglie = tromba,
impestati, piglialo anche nel medesimo ma resta libero = Elvira ti saluta è
sempre un po' cerotto, ma è tanto buona; con un orso nervoso come me
adesso ci vuol una pazienza da santi a starci insieme = Beo cresce — e Tonio
pare figliuol di Pezzetti -
Addio caro Mugellini lavora per accumulare e andare nel Culo al mondo
— barbe!
tanti baci dal tuo
aff fratello GPuccini
Ti accludo il ritratto del Beo
254
LUIGI ILLICA – MILANO
Milano, prima decade di aprile 1892
Carissimo,
mi urge un accomodo nel trio finale 3°-
deGrieux (assieme)
Questi tesor
(2) Ora abbandona
Io vò salvar
(2) la tua persona
Come portar
Solo il tuo cor!
Bellissimi, ma siccome ho un tema ritmico che non posso cambiare perché
efficace, gli sdruccioli (2) non mi vanno affatto - bisognerebbe presso a
poco far così: =
Questi tesòr
tu dèi lasciar
mio immenso amor
Ti vò salvar
con me portar
solo il tuo cor!
non legano
adesso
(\) accenti sulla 2a da conservare
Non allungare né diminuire
Debbono esser 6 versi Tronchi -
Quest'imperativo eh! Scusami son le 2 di notte e nel mezzo del lavoro e
lo sdrucciolo mi ha rotto i coglioni una serata cercando di rifilarlo non ci
son riuscito e mi ci urgono proprio così come ti ho detto - che sien efficaci
come i primi con sdruccioli perché è forse sola scoperta affascinante
appassionata -
Grazie dei sottolettanti guanti: però sotto il letto sarebbero stati più in carattere
[**] di fabbrica Parigina
addio
Saluti alla Siga e a te da
GPuccini
334
ALFREDO CASELLI – LUCCA
Torre del Lago, 15 luglio 1893
Sig A. Caselli
Via Fillungo
Lucca
Caro Caselli
Parlai con De Marchi ma son dolori: lui crede di far un piacere a cantare
per sole 1500 lire per sera!!!!! La grazia! Telegrafai a Bolcioni perché (caso
mai) sospendere scrittura tenore, là, ma giunsi tardi: era già scritturato il
Giannini-Grifoni
Io son quà tranquillo bene per il miccio, ora ci vuole l'attacchino per 3 persone
magari un sedilino per il Tonio dietro, ma se non c'è fa nulla.
vieni a trovarmi? parleremo – tutti stiamo bene – saluta gli amici – La donna
sarà la Mendioroz Cioni – Giannini Grifoni Daddi (Tenorino) Pomè Alessandro)
La compagnia è buonissima – speriamo bene – Io sto qui sino ai primi di
Agosto – fatti vedere – Il Tonio è qui – piove – dio gobbo! –
Saluta Landi e Paladini – Lippi e Carluccio - Rebecchino – Sandro
Pucci Luvisini, Cenami, Pericle etc etc -
Stammi bene
tuo aff
GPuccini
342
LUIGI ILLICA - MILANO
Torre del Lago, 4 agosto 1893
Caro Immediate, stazionario abitante di quella cloaca di afa –
Giacosa vagante speriamo ritorni a noi – Io sono alle prese con i – nostri
tipi – lavoro – e mi svago – Uccido pennuti su vasta scala – in attesa di recarmi
a Brescia dove la Zilli farà stupire per Verve, e novella Judic solleverà
gli animi, uccidendoci Manon prima del tempo! – E Carignani? salutalo e
che il Figurinajo lo alletti – e leggalo con occhi di padre –
Pomè mi ha scritto che tu forse verrai a Lucca – In casa Mia, qui, esistono
letti soffici, polli, Oche, Anitre, agnelli, pulci, tavoli, sedie, fucili, Quadri,
statue, scarpe velocipedi, cembali, Macchine da Cucire, Orologi, una
pianta di Parigi, olio buono, pesci, vino di tre qualità acqua non se ne beve,
sigari, amache, Zanzare, Moglie, figli, cani, gatti – Rhum, caffè, Minestra di
varie forme, una scatola di sardine andate a male, Pesche, fichi, due latrine,
un Eucaliptus, pozzo in casa, una scocca – tutto a vostra disposizione (eccetto
la Moglie) –
Beppina sarà la regina e tu il rege – vieni – e poi ne parleremo a Milano dove
verrò presto per andare dalla Zilli – e allora ti farò decidere facendoti un'efficace
descrizione del mio ostello
Mi raccomando rapidità e facilitazione scenica – Alleggerimento abbinamenti
e turnamenti scene –
Salutoti tanto e Elvira si unisce a me così la siga Beppina si abbia una buona
dose di affettuosi palpiti dei nostri cuor! -
addio tuo GPuccini
396
LUIGI ILLICA - MILANO
Milano, 29 gennaio 1894
Son arrivato stamani ma troppo stanco per uscire e venire a Casa Ricordi
come ti scrissi
Vi sarò domani
– Martedì -
Ti vedrei volentieri
tanti saluti
tuo GPuccini
397
RAMELDE PUCCINI – LUCCA
Milano, 1 febbraio 1894
Cara Ramaiolo
ho scritto per i mandarini. Sto bene e son bene arrivato. In settimana entrante,
se non succedono complicazioni, vado in scena alla Scala.
Saluta Vino, anzi digli che ha fatto una gran minchioneria a spedirmi l'omonimo
a gran velocità. Mi costa più il porto che la merce. Ciao, tuo aff. Giacomo.
398
LUIGI ILLICA
Milano, 1 febbraio 1894
Giovedì
Caro Illica -
T'ho spedito libretto Manon – Ci ho ripensato e sempre più persisto nell'idea
di incastrarci l'atto 2° nuovo – dovrebbe esser un quadro tutto amore,
primavera, gioventù — La scena in un orto-giardino, tutto pieno di piccoli alberi
in fiore (frutti) sino quasi alla ribalta — col suolo di pelouse verde (erba)
con vialini e qualche sedile
Scena lunga perché gli alberi fioriti dovrebbero perdersi all'infinito = una
visione dunque di freschezza, di fioritura eccessiva — Manon e Degrieux —
felici amanti — prodigantisi continue carezze = giocando come due ragazzi
innamorati — Lescaut è il loro deus ex machina, etc. etc — Ma il finale è il
difficile! bisogna assolutamente evitare Massenet
Lì — ti voglio! - lì ci occorre la trovata Illichiana — non rapimento perché
c'è quasi al I° atto...... non so proprio cosa si potrebbe trovare... So che ci
vuole una Trovata — una fine d'atto efficace, convincente e sopratutto originalmente
scenica perché sarebbe inutile aggiungere un atto se quest'atto non
è di grande vantaggio e di efficacia -
Per il 4° è facile il taglio: accetterei anche qualche cambiamento verso la
fine... un po' più di diagnosi delle anime.... -
Per il 2° vecchio, lo sfrondamento non è difficile specie al principio: nel duo
Manon e Lescaut — dunque caro Illica pensaci e trova ma presto prima che
io possa mettermi al lavoro grande di opera nuova -
Io verrei da te ma ora non mi è possibile perché devo essere sempre alla
Scala
se tu facessi una scappata qui si parlerebbe di questa cosa e chi sa che non
si trovi ciò che cerco?!
Ti saluto
aff
tuo GPuccini
430
ALFREDO CASELLI — LUCCA
Londra, 18 maggio 1894
Signor Alfredo Caselli
Via Fillungo
(Italia) Lucca
Toscana
Caro biondino -
Sarò Lucca (ovvero Tordellago) Venerdì Mattina (non oggi)
Spero che verrai a ricevermi alla stazione di Viareggio alla mattina alle 2.30
circa – Con bande fuochi artificiosi femmine calde, occhi brucianti un po'
di pelo nero farebbe bene ne pato di voglia. Non posso partire prima come
vorrei perché sua Eccellenza il Conte Tornielli Ambasciatore d'Italia dà un
solenne pranzo per la mia bella persona il giorno fausto di domenica prossima
alle 8 di sera (a quell'ora pensa a me e compiangimi) Io partirò lunedì
Mattina alle 8 per Parigi dove Raffaelli mi attende per venire avec moi à
Lucques (je me suis trompé) a Tour du Lac.
Ho visto cose da pazzi e straordinarie – a voice les particulieres – Jes – con
Pàtate. Questo è il prèmier pais du monde, ce lo dico io Egreggio signor Caseli
– sono cretino – inter nos -
Ho due palline raccattate ma frementi di tornare all'ovile natio – Ho ricevuto
molti onori e ho speso molti dineros – A Torre farò l'esposizione dei regali
e degli Acquisti Londinesi – col ricavo netto farò venire il mare alla porta di
casa – Ho una camera e salotto che ha influito molto al disseccamento delle
mie sterline – 30 scellini al jour! ma però Rotschil (mio socio) mi ha detto
che colle ferrovie di Pensilvania potrò rifarmi in parte. (Sempre più cretino)
(inter nos) – Vado a Cavallo splendidamente e ho imparato l'inglese a menadito
- Anzi credo che publicherò un volume sulla nebbia dedicato al Prince
of Wales mio compagno di sbornie con Whisky and Soda – Caco 3 volte il
giorno fumando un sigaro da 5 scellini – Insomma sono sempre più abitante
di quell'isoletta greca vestita da soldato colla quale si fanno le pentore e i
salvadenari – All Right
con amistà saluta Landi Pericle etc
tuo Sir GPuccini
456
GIULIO RICORDI – MILANO
Torre del Lago, 13 luglio 1894
Carissimo Signor Giulio,
Ho tardato a scriverle perché volevo riflettere seriamente alle cose che sto
per dirle. Dopo ritornato dalla Sicilia e dopo le conferenze con Verga, invece
di essere animato per La Lupa le confesso che mille dubbi mi hanno
assalito e mi fanno decidere a temporeggiare la decisione di musicarlo sino
all'andata in scena del dramma. Le ragioni sono «la dialogicità» del libretto
spinta al massimo grado, i caratteri antipatici, senza una sola figura
luminosa, simpatica, che campeggi. Speravo che Verga mi mettesse più in
luce e considerazione il personaggio di Mara, ma è stato impossibile dato
l'impianto del dramma. Anche le sue osservazioni nelle ultime lettere mi
hanno dato luce per questa decisione. E con questo credo di non dispiacere
a Lei! Solo è il tempo perduto che mi accuora, ma lo riprenderò buttandomi
a Bohème a corpo morto. Anzi da due giorni attendo a lavorarci e
con molta buona volontà. Solo le raccomando di parlare adesso seriamente
all'Illica per il Quartiere Latino per il quale in gran parte siamo perfettamente
d'accordo.
Il 2° atto – Barriera – però mi piace poco o nulla. Tutte quelle cianfrusaglie
ed episodi che non hanno niente a che fare col dramma, mi dànno
noia. Bisognerebbe trovare un quadro diverso e più efficace, sia drammatico
o comico. Leggendo le opere di Murger, l'Illica può trovare materiale
prezioso.
Io lavoro dunque e seriamente e bisogna che Illica o chi per esso mi conduca
a fine e bene questo libretto.
Per La Lupa è meglio attendere il giudizio che il pubblico darà sul dramma.
In Sicilia non raccolsi niente di musicale, solo fotografai tipi, cascinali, tutte
cose che le mostrerò a suo tempo. Intanto ho bisogno di una sua lettera che
mi tranquillizzi e non condanni la mia incostanza che chiamerei veduta tarda.
Ma meglio tardi che mai, accorgersene. Intanto in attesa la saluto caramente
e con Lei tutta la sua famiglia...
459
CARLO CLAUSETTI – NAPOLI
Torre del Lago, 18 luglio 1894
Avv: Carlo
Clausetti
Negozio Ricordi
Galleria Umberto
Napoli
Carissimo Carlino
Ad onta della sparata enorme e impossibile la tua mi recò grande piacere -
Dunque non è più una cosa irrealizzabile aver qualcosa da d'Annunzio? -
Mi spiego sull'enorme e impossibile: come si può garantire dopo 6 mesi dalla
consegna manoscritto, un utile qualsiasi? e quell'utile di 40.000 lire? Sono
proposte che non posso neppure riferire a Ricordi – perché troppo diverse
dal solito – So da me che d'Annunzio merita delle considerazioni specialissime,
ma bisogna rimaner nei limiti del reale! bisogna che tu lavori la cosa e
cercare di cogliere il d'Annunzio in un momento diverso
Dio voglia che tu ci riesca! È l'idea mia da anni ed anni possedere qualcosa
di soavemente originale dal primo ingegno d'Italia. Tu spiegagli il mio genere.
Poesia, poesia, affettuosità spasimanti, carne, dramma rovente sorprendente
quasi razzo finale.
T'ho rotto le bale?
non la pigliare... a male
vale
tuo GPuccini
460
LUIGI ILLICA – MILANO
Torre del Lago, 18 luglio 1894
Al Sig Luigi Illica
Via Ippolito Rosellini 16
Milano
Caro Illica -
sto e stiamo benissimo – e lavoro – buona parte del I° atto è fatta – come va
il resto? Giacosa lesse la morte? dammi notizie tue e del lavoro -
Saluta la Peppina anche da parte d'Elvira e Fosca – Vieni, anzi venite a trovarci
ci starete benissimo e farete un piacerone a GPuccini
461
GIULIO RICORDI – MILANO
Torre del Lago, 21 luglio 1894
Gentilissimo sig Giulio
Martedì Mattina alle 10 sarò nel suo studio -
L'irritazione di Illica mi sorprende e la trovo strana – Quando venne qua
si restò perfettamente d'accordo – e sapeva della Lupa – e deplorava non
facessi la Bohème e che sarebbe sempre stato pronto a secondarmi in tutto
– ora che ritorno a Lui si diverte a darsi delle arie – e se poi dice che l'ho
messo da parte la colpa di chi è? bastava che il lavoro fosse quale deve essere
e cioè logico, stringato, interessante e equilibrato – Ma niente per ora
di tutto questo –
Io devo ad occhi chiusi accettare il vangelo d'Illica? Clisteri non mi se ne
piantano, sono abbastanza provato per ricaderci – Ora Bohème la vedo ma
col quartiere latino come dissi l'ultima volta che conferii con Illica = colla
scena di Musette che trovai io: e la morte la voglio come l'ho ideata io e son
sicuro allora di fare un lavoro originale e vitale – In quanto alla barriera son
sempre del mio parere che mi piace poco – Trovo un atto dove di musicale
c'è poco: solo la commedia corre ma non è assai. Avrei desiderato qualche
elemento melodrammatico non bisogna dimenticare di più che della commedia
ne abbiamo tanta negli altri atti – In quello lì, desideravo un canovaccio
che mi facesse spaziare un po' più liricamente.... –
Basta il sig Illica si calmi e si lavorerà: Ma voglio anch'io dir la mia all'occorrenza
e non farmi salir sulle spalle da nessuno.
Intanto la saluto carissimamente e a rivederci a Martedì
tutto suo aff GPuccini
470
LUIGI ILLICA - MILANO
Torre del Lago, 17 agosto 1894
Luigi Illica
Bramante 39
Milano
Carissimo Illica
bene! son tanto contento delle notizie tue! bravo - come hai fatto presto!
Dunque verrai a Lucca allora ci vedremo lì - Io lavoro e ho quasi finito il I°
e ne sono contento assai. Non vedo l'ora di vedere e leggere il Q. L - anche
per tutte le controscene unite e indipendenti dall'azione al Momus - E della
Peppina? Daccene nuove. Tanti saluti da Elvira e da tutti ciao
tuo sempre aff
GPuccini
477
GIULIO RICORDI
Torre del Lago, 7 settembre 1894
Gentilissimo Sig Giulio
Avrà visto l'Illica =
Adesso attendo le accorciature e la revisione di Giacosa (che ci vuole assolutamente
anche per l'unità del lavoro e poi sotto forma più pensata il libretto
acquista etc etc)
Ora il lavoro originale c'è! e come! L'ultimo atto è bellissimo – Il quartiere
anche ma difficilissimo – ho fatto togliere quel saltimbanco – bisognerà
sfrondare dell'altro -
Sarebbe bene che anche lei gli desse una letta – per purgarlo di certe bizzarrie
di cui non ce n'è proprio bisogno - Per es.: Il cavallo è il re degli animali
= i fiumi son vini fatti d'acqua e molte altre alle quali Illica tiene come
ai propri figli (se ne avesse) – Quello che bisogna ridurre e molto... è il 2°
atto barriera -
tutta quella roba a principio è inutile e siamo d'accordo di ristringerla e così
anche il resto e il quartetto finale
Questo però è l'atto debole – questo è il mio parere – sbaglierò! meglio per
me – Ma quello che mi par riuscitissimo e l'ultimo – la morte e tutto ciò che
la precede commuovono veramente.
Fummo felici della notizia della signora Ginetta preghiamo lei di salutarla
tanto da parte di tutti noi– Così pure saluterà la signora Giuditta e
siga Cricri Tito Manolo Gigino etc – Non mi rispose a quanto gli scrissi
circa il Caselli, si vede che ha creduto di più alle calunniose e schifose informazioni
d'altri, che alle mie. Pazienza – Avanti sempre chi meno se lo
merita. Mille saluti cordiali e in attesa del quartiere latino riveduto accorciato
e corretto con intervento del Budda giacosiano, mi dico tutto suo affezionatissimo
GPuccini
478
PRETORE DI SAN GIULIANO – SAN GIULIANO TERME
Torre del Lago, 15 settembre 1894
– Pr. P. – Pretore
S. Giuliano Bagni
Pregola aver la gentilezza dirmi se lunedì troverassi ufficio urgendomi parlarle
Ossequi
Puccini
479
GIULIO RICORDI – PARIGI
Torre del Lago, 25 settembre 1894
Carissimo sig Giulio
Ho ricevuto il nuovo copione – ma come debbo fare a musicare certi versi
e certe tiritere che andrebbero ristrette e magari rifatte perché l'idea è buona
ma la forma è un pò molto tirata via? Lo disse l'Illica stesso che ci bisognava
la revisione di Giacosa -
Son poesie che ciò possa farsi dopo: Io ho bisogno della parola adatta ai tipi
e alla situazione – facendo poi come mi si indica mi sembra che sarebbe
doppia fatica fare dopo le correzioni sul metro musicato e stabilito –
dunque mi raccomando che possa indurre il Giacosa a far 4 o 5 versi il
giorno e spedirmeli
non mi occorre tutto il lavoro subito
mi bastano 2 o 3 pagine del Quartiere Latino.
Da Illica non ho avuto più notizie
Ritornando poi ai versi ci sono sempre dei versi francesi – devo musicarli
così?! dunque lo vede, che bisogna un riveditore e subito perché ho bisogno
di materiale -
I tagli poi è cosa che nel lavorare saltano fuori da loro
Io sto bene – così tutti noi –
mi scriva spesso, le sue lettere mi fanno tanto bene.
Elvira la saluta così pure Fosc e Togn.
Tante cose
dal suo aff
G Puccini
484
LUIGI ILLICA – MILANO
Torre del Lago, 25 o 26 ottobre 1894
Caro Illica
Grazie della fotogr[afia] di Mürger – che ho gradito moltissimo.
Desiderei un piacere da te: risonando il duetto finale atto I° l'ho trovato troppo
ma troppo lungo – vorrei ridurlo ma mi bisogna l'opera tua = Pag. 11.12 bozze
stampa. Si potesse eliminare il vieto chi son etc sino a vivo accorciare le altre
strofe così le battute del Mi chiamano Mimì diminuirle di qualche verso.
Il lungo però per me: incomincia dal Sei sola al mondo e l'altra di Rod:[olfo]
È un attimo divino
Son tutti tempi appassionati più o meno e musicalmente sono: lenti e mi generano
stanchezze e colore uniforme
è anche difetto della musica ma il fatto sta che bisogna tagliare – Pregoti
dunque di ridurlo sulla bozza di stampa e spedirmelo che lo correggo subito:
scusa e armati di pazienza – ti seccherò altre volte. Ti divertisti a
Parigi? – Il Sig Giulio è tornato?
Scrivimi un rigo
tuo aff GPuccini
Elvira e Fosca ti salutano
485
RAMELDE PUCCINI
Torre del Lago, 27 ottobre 1894
Vecchia carcassa, eccoti
l'effigie dell'avanzo
di gioventù passata,
pur troppo, come il manzo
d'estate lasciato senza cuocere mezza giornata
addio dolce sirocchia
si questa è la capocchia
di Giacomo Puccini
che uno lo tienghi
e l'altro lo strini.
Salutami
i Gellesi
486
LUIGI ILLICA – MILANO
Torre del Lago, 29 ottobre 1894
Carissimo Gigi -
Ci ritorno sopra e abbi pazienza.
Se virgolo e se cioè tralascio di musicare i brani virgolati il senso sfugge
(come tu dici): allora come faccio a musicare delle parole senza senso? e esserne
contento? e come farlo? Abbreviare così sapevo anch'io -
Per non darti tante noje ti propongo di accorciarmi per benino dal «o creatura
gentil» di lì fare la tiratina meno enfatica possibile e corta per venire poi
alla conclusione del duo.
Così può esser possibile, la riuscita del passo
in caso contrario diventa il duo del Tristano
Saluta e rallegrati per me con Franchetti dell'esito del nuovo Colombo -
a te la tua parte che non è poca.
Saluti da Elvira e Fosca
verso il 15. nov sarò Milano
tuo aff GPuccini
487
LUIGI ILLICA — MILANO
Torre del Lago, 30 ottobre 1894
Al Sig Illica Luigi
Via Bramante
Milano
Caro Illica — comunica al segretario Finzi la mia adesione alla lega.... ma che
lega è? Landi — Franchetti: qual'abisso!
Sarà la società degli estremi che si toccano — T'ho scritto per il duo — ancora.
Rispondimi tuo aff GPuccini
Torre del Lago
martedì
606
GIULIO RICORDI
Pescia, 15 settembre 1895
Carissimo Sig. Giulio,
Come le scrissi, Illica mi mandò una traccia del solo di Schaunard, brano
povero povero, che mi sembrò una zeppa. Io per non insistere pel solo (che
mi sembrava opportuno) di Schaunard e per non tirar per le lunghe ho rinunziato
e faccio come è stampato, pur tenendo conto dei tagli nell'a due.
Ho scritto all'Illica in proposito. Ho raccomandato inoltre il brindisi del
quale non ho avuto che un rovesciamento, ma niente di nuovo m'è stato proposto.
C'è d'aggravante che nelle manipolazioni sinora mandatemi da Illica
è soppresso Schaunard, colui che deve essere il perno, il capo, l'elemento tonante,
principale del brindisi. Non le pare? Poi desidero che mi si riveda il
momento della morte di Mimì.
le mani al caldo e dormire...
Prima di queste parole ci vuole qualche piccolo inciso affettuoso, qualche
cosa che la mia povera testa non riesce a trovare e neppure a proporre, ma
che l'ingegno bollente del Piacentino troverà tanto più se è pungolato dal
volere della cooperazione valida del sire di Barasso.
[...] con Elvira ma ormai il dado era tratto - tengo a dirle questo perché non
si creda che sia cagion mia l'avvenuto -
Clausetti mi ha scritto che ha promesso al Mattino un'articolo su Boheme
e vuole altri particolari qualche altra notizia e magari qualche verso del libro
mi dica che cosa devo fare
Clausetti è l'ottimo elemento fin de siecle necessario in questo momento
dove Barnum è imperante — Credo che dandogli i versi di Musetta
quando men vo soletta per la via
non sia gran male, son così graziosi!
Mi scriva subito cosa devo fare -
Pensi ai cantanti
Torino (leggo sarà la prima città) non ne sono troppo contento, prima perché
il teatro è sordo 2° non bis in idem 3° il direttore è un'omaccio
4° troppo vicino ai botoli milanesi che mi fotteranno sicuramente. Napoli,
Roma devono esser le prime — Mugnone mi scrive che lo trattano per Palermo -
cerchi di farlo scritturare dove si darà Boheme è il direttore più artista di
tutti, sarà canaglia ma ha anima, cosa che manca a tutti gli altri compresi i
Vanzi dei miei costanzi -
Non son niente contento che per la Ia volta si dia a Torino proprio nulla! -
Basta tantissime cose da tutti noi e mi creda suo aff
GPuccini
Carignani dice che nel 2° atto bisogna incidere il tamburo su una riga sola
oppure mettere il ♭ ogni battuta. Opp: mettere in chiave 2 bemolli cosa da
niente!!
decida lei
610
RAFFAELLO FRANCESCHINI – PESCIA
Pescia, 22 settembre 1895
Caro Raffaello,
scrissi al dottor Scarlini figlio e all'amministratore offrendo, ma per ora non
ebbi risposta. Non sapendo l'indirizzo dello Scarlini figlio, mandai la lettera
a Siena, dove spero sarà conosciuto. Vieni quando vuoi. Se hai mezzo di vedere
il Sainati, ringrazialo del libro che mi mandò.
A giorni verran da me Ricordi e Illica. Attendo l'invito da Ginori che si fa
aspettare.Mi ha scritto che la caccia non l' ha ancora aperta. Ho cominciato
il quarto atto. Lavoro come un cane. Saluta tutti gli amici ciclisti e non ciclisti
e in specie il sig. Sainati e il sig. Palamidessi.
Ciao G.P.
611
GIULIO RICORDI
Pescia, 22 settembre 1895
Carissimo Sig Giulio
È giorno di festa per me quando ricevo le sue carissime lettere. L'ultima poi
(colla notizia della sua prossima venuta) è stata accolta con gioja generale –
Quando verrà troverà pronta partitura riduzione piano canto e piano solo –
L'Illica può essere utile per tagliare ancora il (mi pare) ancora troppo lungo
4° atto – e poi a dirla schietta mi sento stanco e l'atto più rapido è meglio è
per me e credo anche per il pubblico.
Bene dunque venga anche Illica – Ella avvisi per tempo la sua venuta perché
qui la posta ritarda e poi potrei essere via di qui perché sono sempre in attesa
dell'invito venatorio del marchese Ginori, il quale (l'invito) si fa troppo
aspettare. Sono stufo, stufissimo di questa villeggiatura, di questa villa, di
questo paese impossibile – Penso al mio Torre del Lago continuamente! ma
quest'altro anno mi rifaccio per dio!
dunque aspettando la visita sua carissima e ripulendo il 3° atto e pensando
al 4° si passa il tempo che ci manca alla sua venuta
Fosca ringrazia anticipatamente per il pezzettino -
Elvira, Togn, bene e inviano tanti saluti -
Io assaporando la bramosia di presto vederla mi dico
suo aff
GPuccini
628
GIULIO RICORDI
9 ottobre 1895
Carissimo sig Giulio
No, non è corto il quart'atto! tutt'altro — anzi è un gran pregio la brevità,
lo dice anche Colline.
In quanto al legame per il taglio brindisi, mi sembra che come mi propone
lei non sia del tutto giusto — Perché
Sch.[aunard] dice: Porgimi il nappo
e Marcello glielo dà -
Dunque la ripetizione di Sch[aunard] (come mette lei)
(ridendo) Dammi il gotto
mi sembra oziosa e fuor di luogo avendolo gli amici atterrato per la concione
che si era accinto a fare — non le pare?
Io vorrei che Illica mi facesse due o 3 versi piccoli o grandi a piacer suo per
chiudere l'incidente del mancato brindisi di Sch[aunard]
poi Rodolfo attaccare:
Meglio un ballo che far della retorica — Sgomberiam le sale etc -
Godiamo che i prodotti Valdinievolesi sieno piaciuti e ringrazio per gli Evviva
al Doge.!
Al Tocco e mezzo oggi io e Elvira partiamo per Firenze dove stasera c'è Tosca -
La famosa caccia è stata rimandata al 26 corrente. Meglio così! ora che ho
inviato bene il lavoro lo proseguo.
In quanto ai pp e ffi della partitura se ho ecceduto è perché, come dice
Verdi quando si vuol piano si mette pppp. Però bisogna mettere i ritenendi
e Rall[entandi] alla riduzione — mettere capisco i necessarissimi ma metterli
perché ci mancano —
Ripetole: la meglio cosa è che mi faccia spedire le Partiture e una bozza che
farò da me così sono sicuro che tutto andrà bene — subito ne le farei la rispedizione.
Qua piove alla più bella e la noja è completa
Raccomandole che le legature siano fatte a dovere — Sarebbe però bene che
ci fossi anch'io ma come si fa? ho da lavorare e non ho tempo da perdere.
Pero prima di inciderle potrei avere qui una parte di violino e vederle? -
Tanti saluti da Elvira Fosca Togn e dal suo
aff
GPuccini
Volume II
111
LUIGI NAPOLEONE PIERI
Vienna, terza decade di settembre 1897
Cane d'un mondo! o un mi s'è malato il Tenore!?! Dio labbri d'oro mi capitano
tutte, devo andare in scena con un sostituto di cui temo per lo scagherino
in gran dose che si rimpasta nel culo... Ho scritto a Carignani una lettera
lunga, di cui avrai particolari del disastroso giro... di Vienna. Ma chi se
ne frega? d'altronde se non sanno eseguire la musica peggio per loro. Io non
cerco altro che portare via le palle e irmene a Torre dove resterò per 1-2-3-
4-5-6-7-8. 9 mesi e dopo spero dare alla luce quella troja vacca di cantante
chi si chiama Floria...
112
FOSCA GEMIGNANI E IDA BONTURI - TORRE DEL LAGO
Vienna, fra 29 settembre e 3 ottobre 1897
Cara Fosca ed Ida
Dunque la prémiere è rimessa
Niente dimenamelo che a Martedì
Figuratevi la nostra gioja! non potremo partire che giovedì o più Tardi secondo
il giropesca - perché se fosse un successo resterei ancor qui due o 3
giorni e se fosse un esito scagherino piglio le mie carabattole e filo -
Siamo molto infesciati per i doni da portare - finiremo a portare a te o Fosca
una scatola dell'eterna carta a Ida un pajo di guanti, a Tonio e Cioncio un
gingillo da 49 - Qui costa tutto il triplo che in Italia - e siamo un po' verdeggianti
in saccoccia - con questo albergo si resta asciutti asciutti -
Comprerò una pipa di radica da un franco a Beppe e ciao - davvero smettendo
la burletta non sappiamo cosa prendere - Il giacchetto a Ida lo prenderò
se lo trovo non tanto caro e bellino e che le stia bene e le torni - ma
dubito perché qui le donne è vero son grassotte ma hanno fior di tette e che
tette! e in vece le sorelle vagabonde difettano di questo nobile e tanto simpatico
ornamento, hanno è vero tanti altri requisiti come gli occhi dove brilla
del fuoco italico e del chianti vivace e non delle fredde aure viennesi e della
pilsenen Bier.
Per la bionda ragazza impastata di latte e neve con un pizzico leggero di zafferano,
non sappiamo dove battere la testa - cosa si prende a Fosca? è questa
la continua nostra dimanda quando si sbighellona per le strade di Vienna!
Oro: no! camiciette, e vene son delle belle, no, perché non abbiamo le misure -
Guanti? ohibò ne abbiamo di meglio in Italia - cosa dunque?
ditecelo voi
altre se siete brave -
Io sono per la carta -
È una gran bella invenzione la carta da lettere! - a proposito di carta n'ho
rubata molta alle latrine - così in compenso ti pulirai con questa - Per Ida
comprerò del velluto felpato perché aborre la carta - deve esser molto delicata
in quella parte! -
Insomma qualcosa rimedieremo caso mai a Milanotroveremo qualcosa che
andrà bene - -
A Ida poi sono riconoscente della risposta gentile di accontentarci, di restare
con noi sino alla fine (e anche dopo) della villeggiatura – questo pensiero
di aver in casa mia una così bella creatura e gentile donnina mi allieta
i momenti piuttosto tristi dell'aspettativa scenica viennese – A Fosca poi ripeto
che la Trabia sarà bella ma non arriverà mai al fascino che trasuda dalla
gentile personcina Toscana -
Evviva i due bei campioni Lucchesi – Evviva noi e nelle chiappe a questi bevitori
di birra e mangiatori di Wüster -
Saluti a tutti ai Mazzini a Bettolacci a cui direte che sono entusiasta della lettera
che mi ha scritto – A Gianni che mi lasci qualche animaletto per me
in Padule – Saluti all'Elvira alle gentili ma triviali figlie – al sor Eugenio
e alla Tedesca donna -
a Venanzio a Cecco che spero sarà guarito a Ferruccio
A tutti insomma un bacio di cuore
dal vostro
aff GPuccini
Baci a Tonio e che studi il violino
quando vengo sentirò i progressi
baci a Cioncio
217
ALFREDO CASELLI — LUCCA
Parigi, 6 maggio 1898
Mr Alfredo Caselli
Fillungo
Italie Lucca
Toscane
Caro Caselli
Prima del 30 corrente non si va — dunque vieni verso il 26 o 28 o 27 non
prima se no tu non resti e Leone t'opprime — Siccome dovrò fermarmi ancora
dopo la Premiere 5 o 6 giorni Così resteremo a Paris una settimanetta
e dopo ce ne andremo a Londra – altra settimanetta – Saranno dunque una
20na di giorni -
Se lo credi si cercherà di far più presto – e tornare en Italie plus tot possible -
tutte cose combinabili qui – Viene anche Pieri Napoleone – Paris 6 maggio
98
di Aquilata non ho più saputo nulla – Vedi Pericle parlaci segretamente
però -
Prove bene – sono preso continuamente – Boldini il celebre Pittore mi fa il
portrait
Addio caterobasso -
Tanti saluti da tutti noi e scrivi tanto
Porta dei liquori buoni – si beve -
Me l'hai trovata la villa? e la casa è affittata? -
che amministratore del cazzo sei? ciao
tuo aff
GPuccini
218
ALFREDO CASELLI – LUCCA
Parigi, 10 maggio 1898
Italie
Mr Alfredo Caselli
Via Fillungo
Lucca
Toscana
Caro Caselli –
Non ricevo diurnamente tue lettere e ciò è male – Mi abbandoni in questo
mare magnum?
Ne sono stufo di Paris
Anelo il bosco olezzante con relativi profumi, anelo il libero ondeggiare del
ventre mio in largo calzone con assenza di gilet -
anelo al vento che libero e olezzante mi giunge dal mare ne assaporo con le
nari dilatate il salso jodico spirare, a larghi polmoni!
odio i selciati!
odio le chiese!
odio i palazzi!
odio gli stili!
odio i capitelli!
amo lo bello stile del pioppo e dell'abete
la volta dei viali ombreggianti e novello druido farei mio tempio, mia casa,
mio studio lo stendersi verde del fresco sotterfugio di bosco annoso o giovine
– Amo il merlo, il capinero, il picchio! odio il cavallo, il gatto, il passero
dei tetti il cane di lusso – odio il vapore, il cappello a cilindro il frak -
Libero in libera aria cacare – e con guardo umido d'emozione contare i fagioli
riguardantimi dall'occhio tenue e così furbetto!
Ah Mansi, Mansi perché non mi scrivi d'Aquilata – Qui questa serqua di barbari
mi canterà bohème alla fin del mese, sarai dei nostri? ci spero – tuo aff
GPuccini
305
RAMELDE PUCCINI
Monsagrati, 21 settembre 1898
Cara Ramelde
Parto per Torre domani Giovedì – Non ne potevo più di questo posto -
Starò a Torre tutto il novembre – In quanto alla casa fa te - Ma siccome
Raffaello potrebbe venire da me una settimana ora, nel passare da Lucca e
al ritorno dare un'occhiata alla casa – e al Muratore etc – I lavori non sono
molti – e in quanto al trave di cucina credo che resisterà ancora dei secoli -
l'ho veduto – La casa ha bisogno di ripulita e il pavimento della cucina e del
passaggino hanno urgenza di riparazioni -
Il guaio sono le scale e la loggia -
Bisogna che Raff cerchi di mettersi d'accordo coi vicini e far scrostare l'intonaco
scaligero per poterlo poi rimbiancare; e bisogna anche far levare tutti
quegli attrezzi (di chi sono e chi ce li mette? forse il bottaro?) che sono in
loggia — è un indecenza e se non volessero levarceli, farceli levare dall'autorità
competente -
Ci sono le finestre (alcune) da ristuccare i vetri — Insomma io sarei di parere
di far più presto che si può o incaricando qualcuno che sopraintenda o Raffaello
con qualche gita per venire a Torre dove poi può riedere all'altra luna
che sarà la più propizia e proficua per caccia
Anzi — ho ideato (se viene fra qualche giorno per esempio Martedì prossimo)
di domandare un permesso a Ginori per 2 e così fare una cacciata di folaghe
discreta
diglielo e ti logrerà tanto da esser costretta a liberartene -
L'ho trovato cambiato e cioè ritornato dell'umore prisco con la grande sua solita
e laudativa fiducia in se stesso e sollevato dalle piaghe quasi rimarginate
Oh lui non ha i nervi come noi — temperamento tranquillo senza fiele né
miele — Solo un gran colpo lo abbatte — e chi no? Ma noi passionali e passionisti
ci si logora (anche per poca cosa) presto e s'invecchia! Io sento (a
giorni) la 40na! e sono proprio stanco della vita che faccio e cioè sono un
temperamento incontentabile (perché non dovrei lamentarmi) — Ora il lavoro
mi pesa e non sono contento proprio nulla del mio lavoro d'oggi -
accidenti a quella puttana di Romana e a chi l'ha ideata versificata e un po'
malamente musicata! Accidenti a Guido monaco col suo: Ut Resonare...
nel culo a a Lui e al suo predecessore magnano vile Tubalcain!
Sono sfiaccato dalla sedentaria vita che ho fatto dal 20 luglio ad ora
A Torre muoverò le flaccide gambe un poco per la macchia e se il tuo ometto
di stecche di balena e cordovano vuol esser compagno all'altro imbastito di
linfa calze sfatte e stecche d'arbogatto, farà cosa grata al tuo nevrotico, isterico
linfatico, degenerato Malfattoide, erotico musico—poetico cardiaco
fratello GPuccini
358
RAFFAELLO FRANCESCHINI
Milano, 8 gennaio 1899
Caro Raffaello,
sono le due di notte. Lavoro ma n'ho poga voglia. Penso a Punta Grande, e
mi consolo. Ramelde è ciottoro? Passerà, te lo di'o io. Son nervi, dice 'arola.
Domani è domen'ia. Al tocco vien Carignani a prendermi. Si va un pogo in
giro, ma questa Milano mi fa vomitare, non la posso soffrire, ma ci sto pogo
perché a marzo porto via le palle. Lunedì alle 12,30 parto per cinque o sei
giorni e vado a Parigi (nespole, dici te). È proprio per mi' sfogo perché non
c'è bisogno che parta. Ho voglia d'un po' d'aria. Tu andresti sulle mura e io
vado a Parigi. Ritornerò per Lyon, Marseille, Montecarlo, dove voglio tentare
il fante (porto poghi bigèi, poghi bene) perché me mi trombano pogo). C'è
la réprise di Bohème l'11 all'Opéra-Comique e io ci vado per mio gusto. Faccio
bene o faccio male? Parigi mi piace, miga Milano! >Non di'o miga che Milano
non sia miga e che non abbia miga (vedi Ussero, Cerù, Pisa) ma non son
cose per te, non le 'apisci. Le 'apirà colei che ha le gomita ripiene di grasso e
dice che son gonfie... Saranno, poveraccia! Sia per non detto.
Ho ricevuto ora una letterona della Cavallo da Marsiglia, entusiasmata di
Bohème che ha avuto uno dei soliti schifosi trionfi al Grand Théâtre. Ora
con quel... culotto, quasi quasi... 'mbè vedremo. Tutti dormono e io sono lìllare
e gaio. C'è un caldino qui. Sono in maniche di camicia. Domani incigno
un vestito. Martedì alle 6 di mattina sono a Parigi. Tornerò dopo 3
giorni di permanenza. Occupati della casa (affitto) e smetti la burletta. Perdio,
di tanti che la volevano, sono spariti tutti? Fa' fare un cartello come
la topa di Capannori. Salutami la malata che a quest'ora sarà guarita e se
no, gliel'auguro che avvenga subito. Forse prendo una bandita qui nelle vicinanze
di Milano (300 lirette all'anno) almeno potrò nell'inverno farmi un
po' di moto. Scrivimi Paris, 12 Rue de Lisbonne, chez Ricordi. Saluti a tutti,
tuo aff. G. Puccini. Informati
P.S. Dimmi: Caselli è vivo o morto? Informati e riferiscimi.
359
1899.01.08.b
RAMELDE PUCCINI
Milano, 8 gennaio 1899
Caro Ramarro,
ho scritto a Dide, ma non ho l'adresse. Dalle il ritratto che t'accludo. Io sto
bene. Vado a letto, è l'ora di finirla, sono le tre. Vero Biagini stasera e casco
dal sonno, ma che vuoi, qui, con questo silenzio si sta benone e poi
c'è un caldino di paradiso... Sono in maniche di camicia e in puntali. Di' a
bascibusuch che prepari i feri del mestiere per il marzo che s'avvicina a
grandi passi. Digli che permessi non ce ne sono più. Son finiti, si 'ontenti
di punta grande. La finisci? Vieni a letto, mi dice un animo. Or traslascio
(bella parola) e me ne vado. Però prima voglio scaraventarmi un bicchierino
di cognac 3 stelle. Me lo grogiolo con una sigaretta grattandomi il palladio,
sdraiato sul divanino. Tu a quest'ora sarai quale Cleopatra, a gambe aperte,
sdraiata e a bocca splancata, dormente e magari russante. L'abissino col camiciolone
che gli arriva alla zia, dormirà tranquillo col lume acceso. Io mi
sono rotto i coglioni a scrivere e vado davvero. Ora piglio il fottuto e ti saluto,
tuo Giacomo.
366
ALBERTO CRECCHI - LIVORNO
Milano, 21 gennaio 1899
Caro Crecchi,
tanti e tanti ringraziamenti per il pensiero d'avermi scritto. Io sono tornato
ier l'altro e mi sono rimesso al lavoro interrotto. L'Iris è andata come saprai
e la solita porca stampa è stata di una crudeltà strana, in specie il Corriere.
Per me quest'opera che ha in sè tante cose belle e uno strumentale dei
più smaglianti e coloriti, ha il difetto d'origine: l'azione che non interessa e si
diluisce e langue per tre atti. Per conseguenza se anche Domineddio avesse
musicato tale libretto, non avrebbe fatto di più di quello che ha fatto Pietro.
Tu che gli sei amico vero, digli che ritorni alla passione, al sentimento
vivo, umano, col quale iniziò tanto brillantemente la sua carriera. Ciò che
t'ho detto circa il libretto etc. è inter nos, mi capisci?
A marzo verrò a Torre per un mesetto, per poi ritornare a Milano aprile e maggio.
Se Angiolino sarà sempre a Livorno (ci sarà) venite a trovarmi che mi farete
un vero piacerone. Lessi di Lodovico e me ne rallegro. Salutami tanto
Beppe, il solitario cantore di Banditella, Angiolino novello Colombo senza
viaggi – gli amici tutti e a rivederci a presto nella tanto cara ed amata Toscana
Saluti da Elvira e Fosca che stanno benone – e tanti dal tuo aff
GPuccini
371
TOMAIDE PUCCINI
Milano, 25 gennaio 1899
Cara Dide
Pare impossibile che fa più impressione una croce che qualunque altra cosa!
E dire che a me non fa né freddo né caldo — Val più una beccaccia ben lavorata
dal cane e poi frullata e ammazzata che 100 croci una sopra all'altra! per
questa legione d'onore ho avuto una legione di biglietti, lettere, telegrammi
tu credi che io sia contento di questa vita? Neanche per idea: sono un infelice
vero di fero — la vita che faccio la considero come quando uno va a scuola
desidera le vacanze — Io sono nato per stare da orso in campagna vestito uso
Gello a quei tempi, senza lavarmi che poco, il viso un buon fucile in spalla
e via per i boschi e paludi a trafficare a insidiare a gattonare – Invece Parigi,
Faure, inviti etc etc
Verranno per dio le mie vacanze e allora mi riatto – Ora ci ho per le mani
il giro di Chiatri quando sarà finito con Torre sotto mano (2 villette l'ideale)
– allora incomincieranno le mie vacanze – A Milano ci vò stare 15 giorni
all'anno – e basta – A Marzo intanto ci starò un mese lavorando (pogo) e cacciando
– Io sto benone peso 95 Kili –
lavoro – tutte le sere sto in casa perché Milano mi fa schifo – In teatro non
mi piace andare mai o quasi – Oggi ho sentito Perosi nella Resurrezione di
Cristo mi è piaciuto ben poco – è una gran gonfiatura di preti – te lo dico
io non voglio dire che non abbia valore – tutt'altro – è un giovane di grande
talento, ma lo gonfiano tanto che lo rovineranno come è successo a qualcun
altro.
addio ti ringrazio della lettera al meno la + ha servito a qualche cosa!
Saluta Giulia Enrico etc.. tuo aff
Fraletto GPuccini
Vado a Letto
646
FOSCA GEMIGNANI – TORRE DEL LAGO
Venerdì
ore 1 dopo colazione
Caro Beisio
sono al caffe della pè – con un caldo affricano
non si resiste più – ho visto il termometro fuori all'ombra e sono 38 e una linea!
38! all'ombra – si cuoce – un cavallo è morto sul colpo in piazza dell'Opera
adesso.
Leggo il Figaro e vedo che a Londra jeri 200 morti d'insolazione – se seguita
così si brucia – Mentre scrivo sarete in treno e ne sentirete del caldo -
Ma a Torre spero non sarà così atroce – se il caldo è forte costì, preparate le
carabattole per l'Abetone perche io ne ho avuto assai del caldo – Dreyfus e
figli sono partiti jeri per Londra per sentire la Tosca – ho bevuto 2 caraffe
di birra un caffè gelato e 2 Grand Marniers – crepo!
Il gilet non mi tiene più – devo andare a far delle visite e mi tocca tornare al
Bade (dove si crepa) per cambiarmi la camicia – Le camiciole l' ho abolite
ma è peggio – però devo restare qui per parlare con Carré e Zola – non partirò
che Martedì, prima mi è impossibile – credi che allungare sino a martedì
la partenza è cosa dura! ma meglio dura che molle così dice il proverbio
– io ora domando un ventaglio qui al caffè, poi te lo porterò a te come
ricordo di Paris – che chic – eh?
Il violoncello dio sa come suda col suo cordone – poveraccio! – a Londra il
caldo è più atroce (pronunciarlo uso Verity) che qui –
Io sono imbecillito non so che scrivere
Spero che a Torre non si crepi così -
I retini ci sono alle finestre?
raccomando di combinare per il periodico invio del Ghiaccio qualunque
somma costi – Informarsi con Bettolacci.
Addio Beisio bacia Mammisia Idisia Tonisio Cioncisio
tuo Pappisio
679
GIULIO RICORDI – MILANO
Torre del Lago, 20 novembre 1900
Carissimo Sig. Giulio,
Fra le mille proposte che mi sono piovute non ho trovato nulla di buono per
me. Targioni mi offre i Tessitori, altri i Miserabili, altri il solito Cirano... e
via dicendo fino alla Lea di Cavallotti.
Ho letto l'Adolphe e l'ho trovato povero povero... niente fatti salienti, solo
la scena ideata da Illica della danza polacca con relativo pianto e scena d'amore,
tutto il resto è una vera e sincera descrizione della lotta interna di un
uomo amante ma stanco di amare una donna più vecchia di lui e che non
stima... La fine è impossibile modificarla cioè farla finire in un modo diverso.
O a letto come Mimì, o in poltrona come Violetta.
Capisco che Illica può trovare mezzo di muovere e riempire, ma il soggetto
è troppo fratello di Traviata, senza la gioventù che aleggia attorno alla testa
di Violetta.
La protagonista è già madre di due ragazzi verso gli 8 o 10 anni.
Insomma non sono ancora nel mio...
Io dispero e mi torturo l'anima... almeno arrivasse la risposta da New York!
Quanto più penso alla Butterfly, sempre più mi ci appassiono. Ah! l'avessi
qui con me per lavorarmela! Penso che invece di un atto se ne potrebbero
fare due e belli lunghi. Il primo nel Nord America - e il secondo al Giappone.
Illica dal romanzo poi troverebbe certamente quanto occorre.
Non capisco come il sig. Maxwell non abbia ancora risposto!
Si figuri che ho scritto ieri a D'Annunzio per sapere di questo Cecco d'Ascoli
(L'Alchimista) di cui tanto mi parlò, e mi promise di mandarmene una
traccia!... Io verrò a Milano presto, verso la fine del mese o al più ai primi
di dicembre.
Stasera a Bologna c'è la seconda. - Alla prima la Giachetti appena aprì
bocca, la voce le fece cecca. Io non volevo andare in scena ma i sozzi impresarii
non mi dettero ascolto.
La prova di scena necessaria che feci il giorno della recita dalle 11 alle 3! sarà
stata la causa dell'abbassamento repentino - ma era troppo di prima necessità
detta prova - poiché tanto lei che Caruso di scena ne facevano una burletta.
Caruso fu divino! Sempre meglio Giraldoni. Messa in scena vile, insieme scucito,
forse per mancanza di prove.
Mi scriva e mi dia, pregola, sue notizie...
691
FERRUCCIO PAGNI - TORRE DEL LAGO
Milano, 6 dicembre 1900
Caro Ferruccio, Qui si va li li ma ne ho piene le coglione. Domenica devo
andare a Bologna e lunedì mi tocca ritornare a Milano, però ti giuro sul sangue
di S. Gennaro che nella settimana verso venerdì sono a Torre. Ben inteso
se le notizie meteorolo-dio-cane-giche saranno asciutte. Ti raccomando
il vaporino. Dagli un'occhiata, che non sciabatti ecc. Dimmi se ci sono beccacce.
Io son ritornato oggi da Cori. Delirio. 7! I vetusti romani non arrivavano
a tanto. Ma i 42 sono quasi colmi. Mi viene al labbro il moccolo
in... fallibile da lanciare nello spazio fino all'indirizzo eccelso! Salutami la
sig.a Telegone e il Giachetto. Vidi Plinio che con groppo era alla stazione.
Non visto ancora Vimercati perché fatto il papà di una novella nascita.
Scrivi a Cori farai piacere. Mi noio quì e odio questa città così piccola
per me e così terra terra... Le Menfis... le sublimità marine, le cateratte del
Nilo chiuso e aperte come narici aspiranti i sali marini! Viva la fica, unico
conforto dell'umanità languente! Arte, natura, fica. Terzetto divino nel quale
ogni uomo dovrebbe bere mangiare dormire. Dormire sul monte di Venere!
Per guanciale una tetta! Viva la potta della ciabatta! Gridi tu-io, inneggio ad
altre vulve! Ma i 42 son vicinissimi.
Ti saluto. Giacomo Puccini
824
GIUSEPPE RAZZI – FIRENZE
Torre del Lago, 10 settembre 1901
Martedì
Caro Beppe -
Nagliati mi ha mandato il pezzo che chiesi ma di una misura più piccola -
eppure gli dissi (e lo deve sapere) che era per la carrozza di 5 cavalli! basta
– l'ho ordinato io direttamente a Milano – Mandami subito un barattolo
di grasso per automobili -
sono a Torre -
e mercoldì viene anche E.[lvira] e Fosca -
ti accludo cartolina di Tedeschi -
provvedi – ciao
Saluti a te e Ida e Cioncio
dall'aff
GPuccini
ore 5 vado a caccia)
Mandami 4 pile per Triciclo
825
GIUSEPPE GIACOSA
Torre del Lago, 13 settembre 1901
Caro Giacosa
Il Sig Giulio non vuole che io incominci il lavoro dell'atto se il libretto del
medmo non è completo ed ha ragione -
dunque spero che avrai proseguito nel lavoro e non vorrai lasciarmi ancora
inoperoso -
Ti prego dunque di finire al più presto questo prim'atto — Non posso più
oltre rimanermene colle mani alla cintola — pensa al danno grande che me
ne viene -
Confido dunque in te — Ti saluto cordialmente
aff tuo
GPuccini
Volume III
25
ELVIRA BONTURI - MILANO
Capalbio, 14 febbraio 1902
Venerdì sera
Cara Elvira
Arrivato ma non potuto dormire - piovigginava andai a Capalbio e dopo una
buona colazione solo bucai nel letto e dormii dalle 11.30 sino alle 5!
dopo mi sono sbarbato e lavato, bagolando con "è permesso" e alle 7.30
pranzo chic - e d'appetito.
Stasera il tempo è sereno
Speriamo si mantenga tale sino a domani e dopo - Andremo al cignale - e
poi après demain tela nel laghetto fra i monti -
Sto benone - vidi Nomellini - si stette insieme fino al treno - presi il vagon
lit ma secondo il solito non mi riuscii dormire Mai - che noja!
Mandami le lettere e qualche giornale - non ho altro a dirti solo augurando
a te e a Fosca che stiate allegre e tranquille -
domani sera scriverò al Sor Giulio -
Tanti baci a te a Beo e saluti a tutti gli amici
Tuo
Topisio
26
ELVIRA BONTURI - MILANO
Capalbio, 16 febbraio 1902
Siga Elvira Puccini
Via Verdi 4
Milano
domenica
Piove e non siamo neppure usciti a caccia! che noja e che uggia!
Spero ti sarai calmata e che non sarai più così scoraggiata come nella tua di
jeri -
Non è vero che io non ti voglia bene - sei cattiva a credermi tanto cattivo -
no, cara Elviretta mia, ti voglio bene e faccio e farò di tutto per provartelo -
non essere così esclusivista e esigente
L'affare Torinese è molto ma molto indebolito da parte mia - credilo - e
spero presto di riacquistare la mia tranquillità e serenità d'animo -
Ho scritto al Sor Giulio per Giacosa
io spero di venirmene via di qui fra 3 o 4 giorni -
Speriamo che il tempo si rimetta un po' al buono - tira un vento e piove a
rovesci!
l'ho proprio indovinato!
Mazzini ti saluta - jersera è arrivato Antinori -
addio cara Elvira bacia i ragazzi e occhio al Tipo. Saluti e baci
da Giacomo
28
ELVIRA BONTURI - Milano
Capalbio, 18 febbraio 1902
Siga Elvira Puccini
4. Via Verdi
Milano
martedì
Cara Elvira
Finalmente oggi ho avuto tue lettere - dopo la famosa, è la Ia che ricevo -
e anche i giornali -
domando perdono a Fosca delle parolacce che le scrissi -
Fin ora caccia nulla - ho sbudellato oggi un cignale.
Il tempo sino a jeri brutto - ora va meglio - domani folaghe - e in quanto al
ritorno sarà fra 2 o 3 giorni -
Si sta così bene qui! c'è Piero Antinori, il conte della Somaglia, il capitano
di marina Cecconi e altri - si sta allegri - e si dorme, si mangia e si va a cavallo
a giornate - Jeri si presero due ore d'acqua e grandine continua - cavalcando
al passo - figurati in che stato si tornò - alle 6 eravamo a casa entrai
al letto sino alle 7 mezzo per il pranzo - oggi benché non abbiamo fatto
altro che padule ci siamo divertiti molto per il tempo bello e le località splendide
- domani caccia al laghetto fra i monti -
Si fa sempre colazione sull'erba e che appetito! -
ho l'ultima camicia bianca addosso! - ho fatto un sette ai calzoni di velluto -
addio Topisia mia baciami Fosca e a te tanti
dal tuo Giacomo
Mazzini ti saluta
31
ANGELO EISNER - VIENNA
Capalbio, 22 febbraio 1902
Barone Angelo Eisner Eisenhof
III 16 Stohgasse
Vienna
(Austria)
Sabato
Caro Eisner
Mi pare strano che Mahler dica che vuoi udir Bohème e Manon prima di
darle all'Opera!
La Manon vada - ma Bohème l'ha sentita a Venezia e all'ander Wien d'infelice
memoria
Poi è serio che un maestro come Lui dica di queste cose? via, via, sarebbe
stato più sincero che avesse detto: non voglio sapere di opere di Puccini
all'Imperiale - -
In quanto all'ander Wien in confidenza ti dico che tanto la protagonista per
Manon quanto il direttore non sono accettabili... E piuttosto che a presentare
queste opere in condizioni così poco soddisfacenti è meglio attendere
che l'umore dell'illustre direttore divenga più trattabile, o per meglio dire,
contrattabile -
parto per Milano domani
Tanti rispetti alla tua gentil Signora e con tanti saluti cordiali
Credimi tuo
aff GPuccini
32
ELVIRA BONTURI
Milano, terza decade di febbraio 1902
Cara Elvira -
Prima di tutto tengo a mettere le cose in chiaro e in nero: dunque Carignani
non entrò lui al Fontana fui io - e lui attese fuori - 2° Ella venne senza mio
consenso e senza mia chiamata - mi avvisò che era per arrivare per parlarmi
avendo urgente [*] di vedermi. Non dovevo andarci?
La lettera che leggesti nel portafogli ti avrà detto come agivo io -
E Mazzini a Capalbio può completare le notizie - dunque ho voluto dirti
tutto questo per mettere le cose nel suo vero senso - e l'essere pedinato a
questo modo mi ha avvilito e mi ha persuaso in che Terribile Trama poliziesca
io mi viva -
non faccio altre aggiunte: finisco - non ho voluto altro che dirti come
stavano le cose - nel loro vero senso me l'avete rotti tutti quanti
siete
ma tutti, tutti - e non ne posso più -
42
ELIGIO BOREA — PAVIA
Milano, 4 marzo 1902
Illmo Signor
Prof: Eligio Borea
Via Mazzini 3
Pavia
Gentilissimo Professore
Le chiedo perdono se mi dimenticai di rispondete alla sua prima lettera -
Tante e Tante cose mi fecero deviare. Dunque, le dico subito con franchezza
che io non posso recarmi costì ad assistere ad una recita - non posso lasciar
Milano in questi giorni dovendo continuamente lavorare con IIlica e Giacosa
per il libretto -
perché dovrò domenica partire e prima voglio che i miei poeti mi diano il
materiale per l'assenza mia -
La ringrazio per avermi dato ragguaglio dell'esito di Tosca e me ne rallegro -
Voglia ringraziare a nome mio la Società Rolla dell'invito fattomi e nello
stesso tempo con Essa scusarmi - Tanti e cordiali saluti dal suo aff
GPuccini
57
ELIGIO BOREA - PAVIA
Milano, tra 6 e 12 marzo 1902
Carissimo sig dottore
Accludole il mio ritratto - e ringraziola delle gentili parole per me e per l'opera
mia - Tosca è sorta in epoca triste! non ci sono più artisti! - gli attuali
non rendono che il 30 per 100 di ciò che l'autore si è immaginato! è troppo
poco - non ci sono più temperamenti drammatici come c'erano un tempo!
Il mio torto dunque e stato di scrivere un'opera che non avrà mai l'interpretazione
che le è dovuta! Le Mariani le Durand le Pantaleoni sono meteore
passate! Con tutto ciò spero che Tosca si affermi e ad onta del riguardoso
contegno del superpulbico milanese, possa vivere ancora per qualche -
tempo - Il Tempo del resto è il più giusto giudice.
Mille saluti
aff suo GPuccini
63
LUIGI ILLICA - CASSANO D'ADDA
Roma, 17 marzo 1902
A Luigi Illica
Cassano d'Adda
Lombardia
Lunedì
Caro Illica -
Arrivato jersera -
non è niente vera la seconda versione di Franchetti - non son mia così stupido
da non aver capito?! Si parlò proprio di Tosca e questo per calmare le
ire solite di Franchetti. Io me ne sto in campagna e vado nel orifizio a chi mi
pare - e hai pur ragione di farti schifo della città!
In quanto poi a Germania, il mio debole parere te lo dirò poi -
Intanto voglio dirti che le situazioni più impressionanti ed efficaci sono state
lasciate nell'ombra dal musicista - a voce mi spiegherò di più -
Il Sig Giulio è sempre qui lo vedrò oggi -
addio - fra 3 o 4 giorni me ne ritornerò a Torre - dove spero capiterai con
la signora tua facendo un grandissimo piacere a tutti noi
ciao aff tuo GPuccini
66
FOSCA GEMIGNANI - FIRENZE
Roma, 22 marzo 1902
sabato mattina
ore 9
Cara Fosca
La mamma seguita a far la dura - e io scrivo a te - cosicché io partirò o domani
sera o domenica mattina - perché le sedute finiranno sabato sera e per
sbrigarci forse ci potrebbe essere una seduta serale che non è sicura per ora -
per questo dico che partirò o sabato sera o domenica mattina.
Telegraferò a Guido perché mi venga a prendere o a Viareggio o a Pisa -
Voi altre cercate di essere domenica a Torre alla mattina — che diavolo! se per
caso vi toccasse a restare qualche ora sole a Torre non cascherà il mondo!
ciao bacia mamma la terribile, (ma me la pagherà) torno a Torre con muso
e che muso!
So che ha scritto e riscritto a Vandini e non può lasciar tranquilli gli estranei
e non seccarli? perché da quanto mi pare non si divertono - ciao
Saluti a tutti e tanti baci a te
da
Giacomo
81
GIULIO RICORDI - MILANO
Torre del Lago, 23 aprile 1902
Carissimo Sig. Giulio,
Dunque Osanna! e a gola aperta dobbiamo gridarlo! (se è vero). Attendo
l'arrivo del laborioso parto, parte d'una laboriosa costruzione la cui fine è ancora
lontana. Io per mio conto metto pietra su pietra e mi studio di far cantare
il sig. F B. Pinkerton più americanamente possibile.
Io mi sono rimesso discretamente. Ho ancora un po' di mal di gola, è una
specie di debolezza lasciatami dalla febbre: ma sento che d'ora in ora vado
meglio. Illica mi scrive d'intervistare la giapponese Sada Jacco. Se crede,
quando verrà a Milano, potrei fare una scappata. Ma occorre un interprete,
che certamente parlerà qualche lingua europea...
Pregola di firmarmi per due azioni alla Scala.
Tanti saluti.
Aff. suo...
96
ELVIRA BONTURI - MILANO
Torre del Lago, 16 maggio 1902
Alla Siga Elvira Puccini
4. Via G. Verdi
Milano
Cara Elvira
Bene per la casa di Fosca - son contento che siano contenti - ho ricevuto
gambali ne ho scelti due: un pajo da 20 lire e uno da 15 - rispedisco a [*]
gli altri due - Vandini parte oggi ma ritornerà domani - È venuto ora Carlino
d'Otilia -
Sto benone e lavoro - Il Sor Eugenio perde delle palanche con Vandini
e smoccola - È arrivato il pistone auto - baciami Tonio e Fosca e saluti a
Totò – cuoco. Quando venite?
Tanti baci alla Topisia da Giacomo
Dì a Leonardi che passi dall'agenz: giornalistica a dire che mi spediscano il
Theatro a Torre –
116
RAMELDE PUCCINI - CELLE
Torre del Lago, 31 luglio 1902
Caro Ramaiolo,
il 4 sarà impossibile perché credo che sarò a Milano e, se non ci fossi, non
ho mezzi di venire lassù perché l'auto vecchio è guasto e quello nuovo è a
Milano e vedrai che proprio il 4 partirò perché mi hanno telegrafato che è
pronto il giorno 5.
Duolmi ma ci vedremo dopo senza tanta baraonda festiva. Saluta tutti.
141
GIUSEPPE RAZZI — FIRENZE
Torre del Lago, 25 agosto 1902
Al Sig Giuseppe Razzi
14. porS. Maria
Firenze
Caro Beppe
jeri se non pioveva venivo a prender l'auto.
Uno di questi giorni mi vedrai comparire
avvisa Nagliati perché sia pronto — verrà anche Elvira e Nomellini nell'automobile
nuovo che è una vera meraviglia
ciao
tuo GP
175
GIUSEPPE GIACOSA - MILANO
Torre del Lago, 6 novembre 1902
Carissimo Giacosa
Ora non posso -
Sono in mezzo ai parenti e al lavoro -
Se ti ricordi (e ti lasciai gli appunti per le correzioni) mandami i versi da sostituire
Ma certamente non li trovi e allora ci vedremo a Milano in dicembre - Tante
grazie dell'invito a Parella - ciao
aff saluti
dal tuo
GPuccini
226
LUIGI ILLICA - CASSANO D'ADDA
Milano, 1 febbraio 1903
Luigi Illica
Cassano D'Adda
Caro Illica
non ti vidi più! -
T'attesi la mattina dopo -
_
ripenso sempre alle cose mie - dunque l'interesse vero e grande ha una breve
sosta dopo la berceuse - come sempre s'è detto le entrate tanto di Pink
come della moglie sono un po' appiccicate e io ricordo benone l'impressione
provata a Londra -
rifletti e vedrai che se noi non si trova modo di far la scena delle donne
(quella di Pink mi pare vada bene) cortissima siamo in errore (e dire che Giacosa
voleva far due altri quadri!)
Il publico dopo che ha saputo che Pinch è arrivato è sazio e non prende più
quell'intenso interesse che ha prima dell'alba degli uccelli - dunque andar via
rapidi e sopratutto con serrata logica - pensare a far una scenetta molto corta
e trovare nelle poche parole che Kate dice a Butt: tutto il succo necessario
come pure nel laconismo e nei silenzi di Butt (silenzi ci vogliono per Butt) .....
Insomma bisogna ritornarci ma con pochi tocchi - pochissimi venire al sugo
con grande tatto e cautela all'affare bimbo - e che arrivi presto il grido
il sole non può più brillare - !
Se noi indugiamo per arrivare a quello è dannoso - questo è il mio parere -
Pensaci - Vado a Letto son le 2 - ciao
aff tuo GPuccini
sabato
237
FERRUCCIO PAGNI - TORRE DEL LAGO
Milano, 12 febbraio 1903
Sig Pittore Pagni
a
Torre del Lago
(Pisa)
Toscana
Caro Ferro
dunque è merdaccia! anche per me! hai visto che po' po' di Zizzole colla
ricchezza mobile? A Torre che fanno? E Mondina va sempre alle stanze
con un certo Eresia detto mi strafotto?
e Orlando è vero che si fabbrica una Torre pendente segno evidente dell'età
che avanza?
Che n'è di Pateta - di Nomellini ho notizie che ha finito il suo lavoro - e te
fai nulla secondo il solito? Sei un porco perché ho visto da Vimercati due
tuoi quadri che sono belli veramente e molti artisti li hanno ammirati - quel
viale al sole fra i pini e un altro
poi i miei che resistono e piacciono - sei sempre in tempo - lavora e cerca di
far bene - peccato! peccato! ripeto.
Ti accludo 5 poche lire, son poche ma con 5 lire si comprano tanti colori da
far arrossire Baccello -
La cornacchia sta bene? io lavoro e mi nojo a Milano, ma sino all'aprile non
posso venire perché a giorni parto per Parigi e poi Montecarlo -
addio spaventa passere - bestemmia meno, bevi meno ponci, lavora un po'
di più - e salutami Pellegro Zenzena gli amici tutti compreso il dottore che
sò, avete ricevuto con grandi manifestazioni a base di Tedeum - quant'è che
non ti comunichi? Abbi Timor di dio e ti troverai bene di salute... ciao
tuo GPuccini
375
GIUSEPPE GIACOSA
Torre del Lago, 5 luglio 1903
Carissimo Giacosa
Ti prego di annotare tutte le espressioni giuste i silenzi secondo la tua idea e
la tua recitazione – le didascalie sceniche nel loro giusto colore e carattere -
A me serve molto questa ricostruzione dell'andamento scenico
È cosa da poco – fammela presto per non dirti subito
puoi scrivere sul foglio bianco a lato dei versi.
Vedrai qualche piccolo appunto .... correggi
Io vado benino ma ancora 2 mesi di noje!
Grazie e Ciao – Rimandami prestissimo
tuo aff GPuccini
485
LUIGI ILLICA
Torre del Lago, 24 novembre 1903
Caro Illica,
Scrivimi presto. Sono qui così solo e triste! tu sapessi le sofferenze mie! avrei
tanto bisogno d'un amico e non ne ho o se c'è qualcuno che mi vuol bene non
mi capisce – Sono un temperamento molto diverso da tanti! solo io mi comprendo
e mi addoloro – ma è continuo dolore il mio – non mi dà pace – anche
il lavoro non mi solleva e lavoro perché devo – la mia vita è un mare di tristezza
e mi ci fisso! mi sembra di non essere amato da nessuno capisci da nessuno –
e dire che tanti mi dicono un uomo invidiabile! come sono stato generato
male! ma anche tu non entri nell'animo mio come vorrei – e forse neppure
mi compatisci! vorrei parlarti e sfogarmi con te! ma sei così lontano e poi
certo sentire i lai non è divertente.
Ah se tu facessi una scappata qui – siamo soli – vieni colla Sig Rachele –
stacci qualche giorno – come mi farebbe bene la vostra compagnia e la nostra
amicizia si cementerebbe di più!
mi dici di leggere? non posso – faccio 4 note perché devo – e trascorro il
mio tempo in un'atmosfera delle più nere -
ciao scrivimi
e vogli bene
al tuo
GPuccini
554
GIUSEPPE GIACOSA — MILANO
Milano, 1 febbraio 1904
Comm Giuseppe Giacosa
16. Piazza Castello
Milano
Caro Giacosa
Kate dice:
e non mi lascerete far nulla pel Bambino
Io lo Terrei con cura affettuosa -
non ti pare troppo cruda la proposta, o meglio troppo crudamente detta?
quel lo Terrei se si potesse sostituire — ! capirai, così a bruciapelo ad una
mamma! ... e Butterfly non ha uno scatto, una mossa di ribellione!... — Io direi:
avrei per lui, io l'amerei... ma quel Terrei cosi duro e crudo mi urticchia —
Io girerei sull'argomento con tattica — tanto più che il publico sa già dalle scene
precedenti che si domanda si cerca d'avere, si vuole il bimbo — ciao pensaci
tuo GPuccini