Luigi Sturzo
La filosofia neo-tomista e il movimento moderno della filosofia cristiana
Scritti inediti
vol. 1°: 1890-1924
a cura di FRANCESCO PIVA
prefazione di GABRIELE DE ROSA
EDIZIONI CINQUE LUNE
ISTITUTO LUIGI STURZO
LA FILOSOFIA NEO-TOMISTA E IL MOVIMENTO
MODERNO DELLA FILOSOFIA CRISTIANA
(f. 127, c. 9)
1. Nell'ultimo trentennio del secolo scorso la filosofia in
Italia si stava quasi intieramente dalla scuola metafisica rappresentata
da Gioberti-Rosmini-Ventura-Mamiani-Conti. Essa segue
lo svolgersi rapido della filosofia positiva, critica, naturalistica
delle altre nazioni, ripudiando le tradizioni italiane. E come l'enciclopedia
moderna tende alla specializzazione delle scienze, così
in gran parte non abbiamo degli autori di filosofia universale, ma
degli scienziati peculiari, che tutti, o quasi, mutuano a base delle
loro speculazioni scientifiche il positivismo naturalistico, il criticismo,
l'evoluzionismo, il monismo, il determinismo, facendo
capo alle scuole di Spencer, di Hartmann, di Darwin, di Haeckel,
di Kant ecc. Così abbiamo sostenitori dell'evoluzionismo il Grassi,
dell'antropologia criminale il Lombroso, il Morselli, il Ferri, il
Garofalo, del determinismo psicologico il Wundt, del materialismo
naturalistico il Moleschott, della sociologia positiva il
Colaianni, del positivismo critico l'Ardigò, ecc.
In questo delirio scientifico grandi acquisti va facendo la
scienza per il metodo eminentemente moderno dell'osservazione
induttiva, per la specializzazione scientifica, per la critica storico-psicologica,
per la sintesi delle cause concorrenti, per lo sviluppo
delle scienze ausiliarie e delle naturali, per lo studio delle analogie
sintetiche.
Però il disprezzo assoluto della metafisica o iperfisica, la
confusione metodologica, l'esagerazione del valore empirico delle
osservazioni, fanno sì che gli sforzi di ridurre ad unità le scienze
cadano nell'apriorismo scientifico e in una creazione subiettiva
della scienza, che si riduce [sic] così tutti i suoi grandi progressi al
nihilismo.
2. Intanto la filosofia metafisica di Galluppi, Rosmini, Gioberti,
Mamiani, Ventura, non ostante il lato profondo della verità,
o mancava dell'elemento psico-razionale a posteriori, o confondeva
i mezzi di conoscenza o dava un valore non intiero alla vita
mentale dell'uomo.
Sorse allora la scuola dei neo-tomisti, specialmente con
Sanseverino, Liberatore e Taparelli, i tre più grandi e geniali
rappresentanti, i quali vollero riallacciare le spente tradizioni
della scolastica pura dei secoli XIII e XIV, cercando di seguire i
passi della filosofia moderna. Essi si fermarono sino a Cartesio,
Kant, a Gioberti, a Rosmini, a P. Ventura, che principalmente
presero di mira.
Da una parte posero in salvo, diciamo così, le verità fondamentali
della filosofia cristiana, pigliando il metodo, le vedute
e le guise degli scolastici; dall'altra attaccarono i moderni nelle
loro basi metafisiche.
La filosofia dei Neo-scolastici così ha il puro aspetto metafisico;
è la forma delle verità prime, e delle loro conseguenze
necessarie e immediate. È un ritorno all'assoluto mentale; senza
che di tre secoli di filosofia essi avessero tolto nulla, tranne che
le idee schematiche essenziali, metafisiche dei filosofi, per confutarle
nella loro guisa assoluta, nel loro valore di schema logico.
Pure il Liberatore e il Taparelli compresero il valore della
modernità della filosofia, e fecero dei tentativi non per un'assimilazione
di metodo, ma per una larga conoscenza del loro valore.
Cornoldi, Salis-Seewis, Schiffini e pochi altri continuarono i loro
tentativi; e dei moderni ultimi a rappresentanti di questa scuola
con delle [sic] sensibili passi in avanti sono Rossignoli, Ballerini,
e qualche altro.
Un'altra scuola più puritana sorse, specialmente dopo l'enciclica
Aeterni Patris di Leone XIII che cercò di assurgere al più
pretto scolasticismo rappresentato dal De Maria, De Mandato,
Ferretti e dalla scuola Domenicana.
Il ritorno alle fonti della Scolastica, a cui Leone XIII chiamò
i cattolici, giovò assai perché i cattolici nel seguire e nel dominare
il mondo scientifico moderno avessero la chiarezza matematica
della verità, la unità metafisica della scienza, la pietra di paragone
delle ipotesi scientifiche, la sicurezza di un metodo quasi
infallibile.
L'esagerazione però di restringere le cognizioni, il metodo, il
valore delle verità all'enciclopedia scolastica, nocque ai cattolici
che si credettero dispensati d'altro studio; e rese profondo lo
stacco di due filosofie, di due categorie d'uomini; tra i quali
neppure si può arrivare ad intendersi nella terminologia e nel
metodo. Di qui ne nacque il disprezzo vicendevole delle due
scuole; la mancanza assoluta di criteri moderni anche nello studio
della metafisica; la totale assenza della filosofia cristiana nella
vita scientifica moderna.
3. A questa immediata decadenza della filosofia neo-tomista
pura è seguita la reazione; una terza scuola è sorta, la quale accettando
i postulati della filosofia neo-tomista, varia nel metodo,
nella estensione, nella unità scientifica, nella critica storica, nella
sintesi causale. Questa scuola è appena bambina in Italia e non
ha ancora autorevoli rappresentanti tranne in parte I. Petrone
nella metafisica, Toniolo nella sociologia, Molteni Giuseppe e
qualche altro; in Francia ha principale De Mercier [sic], in America
Zham, in Belgio Pottier, in Germania Görres e in parte
Cathrein, Pesch, Biederlack.
Questa scuola è in via di formazione, e preluderà la scuola
della filosofia cristiana del secolo XX. Quest'indirizzo è stato
ultimamente accettato in parte dalla Società Scientifica Catt[olica]
Italiana Essa ha un largo campo di studio e di lavoro; la
assimilazione di tutto quel che di vero hanno le scuole filosofiche
moderne è il suo primo compito; un'assimilazione razionale,
guidata dalle eterne norme del vero. È la necessità impellente
di elevare la cultura e di portare nei labirinti della scienza moderna
la luce delle verità fondamentali della vita naturale degli
esseri, e della unità metafisica che dal cosmo arriva a Dio.
Quindi è necessario tutto quel corredo di conoscenze storiche,
scientifico-naturali, psicologiche, fisiologiche e biologiche
che servono alla induzione moderna; e una larga concezione sintetica
della relatività, dell'armonia, della simultaneità, che trasformano
il metodo scientifico.
A questa scuola bisogna che converga lo studio di quanti
amano la filosofia come la scienza fondamentale della vita, propedeutica
al domma nella sua espressione scientifica, mezzo precipuo
della riforma sociale dei nostri giorni.
4. Lo studio della filosofia nei Seminari. Vedi L'Era Novella.