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            <titleStmt>
                <title>La nostra politica</title>
                <author>Luigi Sturzo</author>
                <respStmt>
                    <resp>Responsabile codifica</resp>
                    <name>Stefania Sotgiu</name>
                </respStmt>
                
                <respStmt>
                    <resp>Progetto di ricerca promotore dell'edizione</resp>
                    <orgName> PRIN 2022 ARDIPS - Archivio Digitale dell'Italiano Parlato-scritto (1860-1953)</orgName>
                </respStmt>
            </titleStmt>
            <publicationStmt>
                <publisher>Progetto ARDIPS</publisher>
                <pubPlace>Messina - Catania - Milano</pubPlace>
                <date>2025</date>
                <availability status="restricted">
                    <p>Edizione elettronica pubblicata con licenza CC BY-SA 4.0</p>
                </availability>
            </publicationStmt>
            <sourceDesc>
                <p>Scritti inediti, vol. 1°: 1890-1924, a cura di Francesco Piva, Roma, edizioni cinque lune, 1974, pp. 315-321.</p>
            </sourceDesc>
        </fileDesc>
    </teiHeader><text>
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  <div>
    <p>
Scritti inediti
    </p>
    <p>
    vol. 1°: 1890-1924
    </p>
    <p>
      a cura di FRANCESCO PIVA
    </p>
    <p>
      prefazione di GABRIELE DE ROSA
    </p>
    <p>
      EDIZIONI CINQUE LUNE
    </p>
    <p>
      ISTITUTO LUIGI STURZO
    </p>
  </div>
</front>

<body>
<div n='la nostra politica' type='sezione'>
 
<pb n='315'/>
  
<p>
LA NOSTRA POLITICA
</p>
<p>
(f. 175, c. 31)
</p>
<p>
Una simpatica aggressione, per quanto alle spalle, mi ha 
imposto un tema sul quale, dopo la mia conferenza del nov[embre]
del 1905, pubblicata in un opuscolo, sul Partito Cattolico, 
avevo deciso di tacere, per una serie di circostanze superflue 
a elencare, ma che in gran parte sono sentite da tutti i cattolici 
italiani. E l'occasione di un recente e inopinato disastro, ha richiamato

<pb n='316'/>
  
il pensiero di molti, sotto diverse vedute, a discuterci; 
e il bisogno in noi a discutere la nostra politica. Porterò a tale 
discussione il mio contributo personale, non in nome di un partito, 
di una frazione, di una tendenza, ma puramente personale, 
fatto di lotte e di esperienze, se non lunghe e complete, certo 
dense e non prive di interesse e di significato.
</p>
<p>
La nostra politica! Abbiamo noi una politica? La domanda 
non è ingenua; ed escludo che abbia una punta anche leggera di 
ironia: è una semplice costatazione di fatto.
</p>
<p>
A) Rimontiamo un po' alle origini. <hi rend="italic">Primo stadio</hi> - i cattolici 
confusi con la reazione politica e morale contro il liberalismo in 
genere e contro fatti specifici e determinate tendenze storiche.
</p>
<p>
In questo primo periodo che va fino a dopo il 1870 vi 
furono buone figure, oneste intenzioni; ma non esiste né una 
specificazione cattolica, né un carattere politico, né una organizzazione 
rappresentativa.
</p>
<p>
Quell'epoca sotto certi aspetti non ha nessun rapporto oggi 
con la <hi rend="italic">nostra politica</hi>, più di quello che ne abbia per esempio 
la lotta dei curialisti contro i giurisdizionalisti del sec. XVIII.
</p>
<p>
<hi rend="italic">Secondo stadio</hi> - vanno sparendo le forme politiche della reazione 
dinastica; e i cattolici si astengono dal partecipare alla vita 
pubblica. Si affaccia così non una politica ma un atteggiamento 
politico determinato dei cattolici, non come attivi, non come partito, 
non come organizzazione, ma passivi, ubbidienti (sì e no) ad 
un'autorità che prima consiglia e poi comanda.
</p>
<p>
Sorge così e fa capolino il caso di coscienza, il principio 
ecclesiastico che lega, le ragioni ultime, da cui deriva quello stato 
incostituzionale e anormale di un corpo elettorale che si allontana 
dal servire la patria. Questa non è adunque politica, né una
<hi rend="italic">politica nostra</hi>.
</p>
<p>
<hi rend="italic">Terzo stadio</hi> - di elaborazione interna. Il contrasto psicologico 
fra il divieto e il compito di cittadino - Il bisogno di divenire

<pb n='317'/>
  
un partito - La naturale esplicazione nel campo economico 
sociale - Il ritorno alle masse, la formazione lenta e agitata di un 
pensiero e di un programma positivo; gli avvenimenti esterni, 
principale il socialismo incalzante, dal 1896 al 1903 ci portarono 
da Milano a Bologna in una serie di sforzi per crearci un contenuto 
politico, e una forza organica e vitale. Fasi politiche furono 
la caduta di Grosoli e la parziale revoca del <hi rend="italic">non expedit</hi>
al 1904.
</p>
<p>
<hi rend="italic">Quarto stadio</hi> - entrata dei cattolici nel parlamento: scaramucce. 
Ricomposizione stentata dell'organizzazione. Tendenza a 
renderci padroni dei nostri atti e delle nostre responsabilità. 
Intervento effettivo nelle forme amministrative e nei rapporti 
costituzionali. Mancanza però di un pensiero sicuro, di un programma 
elaborato, di una politica di parte.
</p>
<p>
B) Una politica di parte non s'improvvisa, né si vuole da 
pochi o molti uomini, come un elaborato concettuale o un semplice 
proposito di volontà. È invece il risultato di tradizioni, di 
posizioni pratiche, di contatti e di atteggiamenti, di rapporti
  
<pb n='318'/>
  
e di concezioni. Però come ragione vitale, la politica ha per fondamento 
la libertà di volere e di potere, e la indipendenza nell'eseguire.
</p>
<p>
Fin oggi questa ci è mancata, non per nostra viltà, né per 
altrui intromettenza, ma per forza di cose e per un elemento superiore 
che noi riconosciamo liberamente come tale. Fin oggi 
non è stata politica di cattolici, come liberi cittadini che professano 
un principio religioso, e che al lume di quel principio agiscono, 
come nelle appartenenze private, così nelle pubbliche di 
loro spettanza; ma fedeli dipendenti da una Chiesa, che per necessità 
di difesa e per tradizioni rispettabili e giustificate, ha dovuto 
assumere una posizione conseguentemente politica. Oggi si 
ha da vedere fino a qual punto tale posizione di Chiesa agisca 
sulla nostra attività pubblica, e fino a quale punto essa si arresta, 
lasciando libera l'attività dei cattolici.
</p>
<p>
Due tendenze:
</p>
<p>
<hi rend='italic'>a)</hi> La così detta clericale;
</p>
<p>
<hi rend='italic'>b)</hi> L'autonoma.
</p>
<p>
C'è un contrasto fondamentale e uno formale - Il congresso 
di Firenze - La necessità di assumere la <hi rend="italic">responsabilità dei propri 
atti fa</hi> essere non <hi rend="italic">irriverenti</hi> all'autorità ecclesiastica, ma liberi 
- La discussione verte sui casi particolari, e casi generali - 
Fatti religiosi e fatti civili - Attinenze ecclesiastiche e invadenze 
di uomini.
</p>
<p>
Le affermazioni nei due sensi, a favore e contro, non danno 
una soluzione, ma solo rappresentano uno stato di fatto incoercibile,
  
<pb n='319' />
  
che può significare anche una forte crisi di pensiero e 
una evoluzione politica, un cozzo di interessi. Ma non dà ancora 
il fattore politico.
</p>
<p>
Quando potrà superarsi questo stato d'animo e di fatto, 
allora o avremo una politica <hi rend="italic">clericale</hi>, nel senso di Chiesa politicante, 
che non è da augurarsi, o avremo un partito politico e 
civile dei cattolici.
</p>
<p>
C) Ma si può superare questo stadio di crisi? Non è possibile, 
se non si supera, non nella convinzione personale nostra, 
ma nella nostra posizione di partito nei rapporti con l'autorità 
ecclesiastica, la cosidetta <hi rend="italic">pregiudiziale costituzionale o patriottica</hi>, 
e la pregiudiziale laica. Ogni tanto risorge la questione che noi 
siamo antipatriottici e torna la campana [?] del potere temporale. 
È stato il preteso pomo della discordia a Bergamo. <hi rend="italic">Riserva</hi> sulla 
libertà del pontefice. Riconoscimento dello stato di fatto. Incompetenza 
della soluzione della libertà della Santa Sede, ed esclusione 
da un programma politico e civile anche di cattolici. Riconoscendo 
la competenza del Papa e la guida della Provvidenza, 
che determina gli eventi; e sa da uno stato di menomazione di 
libertà trarre maggiori vantaggi per la Chiesa che non quello 
di maggiore libertà civile e di forse maggiori catene politiche. 
Necessità adunque di riserbare a più alto ordine di fatti una 
questione religiosa nel suo carattere e nella sua natura, che non 
può più, e lo ha dimostrato molto bene Pio X, divenire una 
questioncella di pretendenti politici.
</p>
<p>
Affermazione del principio di nazionalità e di italianità, come 
elemento fecondo di unione vera di popoli, morale e politica, 
fonte di elevazione sociale e formazione.
</p>
<p>
Su questo terreno noi siamo unitarii, patriottici, costituzionali 
e partito civile indipendente.
</p>
<p>
Così potremo parlare di <hi rend="italic">politica nostra</hi>.
</p>
<p>
Pregiudiziale laica: 
</p>
<p>
gli anticlericali 
</p>
<p>
i principi di libertà
</p>

<pb n='320'/>
  
<p>
la divisione della Chiesa dallo Stato - condizioni di fatto 
nuova elaborazione sociale del [...].
</p>
<p>
D) Contenuto del programma. Moderato o progressista? 
Sociale? Integralista? Liberalista? Protezionista? È tutta una 
serie di domande alle quali non si può dare una risposta concreta 
e opportuna perché appartiene ai casi contingenti dello 
svolgersi del progresso civile. Unione di tutti nell'affermazione 
del pensiero religioso contro non lo Stato <hi rend="italic">laico</hi>, ma lo Stato areligioso 
e i diritti dell'<hi rend="italic">anima</hi> dei cittadini nella forma e nel contenuto
<hi rend="italic">cristiano</hi>. Carattere <hi rend="italic">sociale</hi> prevalente in quale senso? Carattere 
democratico insito nel programma di cattolici, non come 
semplice carattere di classe.
</p>
<p>
Il resto - <hi rend="italic">necessità di tendenze</hi> di programmi diversi, di contrasti 
- <hi rend="italic">Belgio</hi> - <hi rend='italic'>Germania</hi> ecc. (carattere <hi rend="italic">attuale</hi> in Italia).
</p>
<p>
E) <hi rend="italic">Tattica</hi> - Nessuna parola assoluta - Questione attuale.
<hi rend="italic">Moderati</hi> (affinità - Cornaggia). <hi rend="italic">Socialisti</hi> (caso Turati-Murri).
<hi rend="italic">Nessuna alleanza</hi> - fatti particolari; Caltagirone per 8 <hi rend="italic">anni</hi>.
</p>

<pb n='321'/>
  
<p>
Caso per caso - carattere fondamentale di partito locale. Da 
ciò elaborare il partito politico che non esiste né può oggi esistere 
[...] Gen. Naz. non sono il partito politico né possono 
esserlo. Funzione dei nostri deputati alla Camera.
</p>

<div n='conslusione' type='sezione'>
  
<p>  
<hi rend="italic">Conclusione</hi>
</p>
<p>
Necessità di elaborare una politica di parte nostra, col pensiero 
e con i fatti, tutte le tendenze in armonia e in contrasto.
</p>
<p>
Avvenire nostro se lo sappiamo conquistare.
</p>
</div>
</div>
</body>
</text>
</TEI>